Scusate ma adesso basta! Basta, personalmente non ne posso più, non so voi ma io ho raggiunto il limite della sopportazione e il fatto grave è che non ci posso fare nulla. Vero è che potrei non accendere più il televisore o la radio, non leggere più i giornali, insomma tentare di isolarmi in una “sfera di cristallo” per non avere notizia di quello che mi capita intorno. Sarebbe un soluzione stupida, anzi non sarebbe una soluzione, prima o poi qualcuno mi verrebbe a raccontare tutto comunque. Mi rendo conto di avere già più volte manifestato questo mio grande disagio ma adesso credo proprio che il “vaso” sia esageratamente colmo. Vengo al dunque! La situazione politica nella quale da lungo tempo ci troviamo non ha, e non può avere, giustificazione alcuna. Sono anni che l’Italia non viene più governata. Non c’è più destra, non c’è più sinistra, sono tutti finiti al centro, ma la cosa grave è che anche al centro non c’è più nulla. Non vorrei parlare di “chi sta alla guida” ma non posso non dire che in una qualsiasi altra democrazia di un qualsiasi altro paese un qualsiasi altro capo di un qualsiasi altro governo si sarebbe dimesso già da tempo, magari per un rigurgito di dignità. Troppo facile però sarebbe addossare a “quello lì” tutte le colpe. Probabilmente incarna “chi” il cittadino medio vorrebbe essere, e questo è dimostrato dal grande consenso che gli è stato accordato, dai grandi numeri che si è ritrovato ad avere come maggioranza in parlamento. Evidentemente non basta. Sono mesi che si discute del di tutto e del di più e che soprattutto vola fango come fosse aria fresca. Non vado a sindacare sulle abitudini sessuali di questo o di quell’altro, ma se questo o quell’altro occupa un posto di rilevante importanza gradirei almeno che i fatti suoi se li facesse con discrezione anziché sbattermeli in faccia come un vanto. E non dico che questo governo non abbia fatto nulla, mentirei sapendo di mentire. Sono innegabili, per esempio, i risultati ottenuti nella lotta contro le mafie, ma è pur vero che tutto quello che è stato fatto altro non è che sacrosanto dovere. E allora? Scusate lo sfogo, ma, l’ho premesso, non ne posso proprio più.
Fabrizio Scarpa – 24 novembre 2010
“il Mercoledì” – numero 43 anno XVI
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