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Categories: Spettacolo

San Remo è Sanremo!

Ebbene sì, lo confesso, ho seguito il 62° Festival di Sanremo. L’ho seguito anche un poco distrattamente, addormentandomi ogni tanto, grazie all’effetto soporifero che mi provoca lo stare davanti all’apparecchio televisivo, del resto dietro non si vede nulla. Ho provato in tutti i modi, sul letto, in poltrona, seduto su una sedia o su una panca senza schienale, niente da fare, inesorabilmente, a intervalli irregolari, mi addormento, rischiando, se in posizione precaria, di battere pure una craniata da qualche parte. Del resto non sono il solo a dormire, il mio gatto lo fa con grande regolarità ed è infastidito dai movimenti improvvisi provocati dai miei abbioccamenti. Ma torniamo a Sanremo. Complice una leggera influenza ho seguito tutte e cinque le serate e devo dire che sinceramente sono troppe e quindi la quantità come spesso accade va a discapito della qualità. Questa è la prima considerazione. La seconda riguarda le polemiche scatenate da Celentano. Personalmente lo preferisco quando canta, anche perché quando “pontifica” mi concilia il sonno, per cui ricordo praticamente solo il duetto con Morandi che è stato toccante ed emozionante, mentre “tutto il resto è noia!”. Passando ora a esaminare i siparietti “comici” devo dire che non faccio molto testo perché difficilmente riescono a farmi ridere. Luca e Paolo mi sembrano sempre più patetici nel loro tentativo di strappare una risata con battute che superano in stupidità la gratuita volgarità, mentre Geppy Cucciari è stata molto misurata e delicata e il suo intervento mi ha fatto passare momenti di gradevole ilarità. Bravo è stato anche Alessandro Siani, mentre il buon Rocco Papaleo si è impegnato al massimo per tutte e cinque le serate e in alcuni momenti mi è garbato assai. Morandi è Morandi, è schietto e spontaneo, perennemente imbarazzato ma comunque “istituzionalmente” simpatico. L’occhio ha avuto la sua parte, che male non fa, farfallina di Belen compresa. In ultimo le canzoni, che dovrebbero essere le protagoniste assolute di un Festival della Canzone, mi hanno deluso, pur avendole sentite per cinque sere di fila non mi sono rimaste in testa, nessun motivo mi rinviene da canticchiare, quella del Professor Vecchioni del 2011 era tutta un’altra cosa e infatti ancora adesso la fischietto. Comunque hanno vinto le fanciulle, tre ai primi tre posti, brave e di bell’aspetto, ma è stata la vittoria dei cosiddetti talent show, confermata anche dal quindicenne che ha vinto la categoria giovani. Mi viene da dire, con grande rispetto, tanto fumo, anche buono, ma poco, troppo poco arrosto. Per il futuro auspico un ritorno alla canzone magari con Celentano e Morandi in gara, e credo proprio di aver detto tutto, anche troppo, e scusate se è poco!.

Fabrizio Scarpa – 22 febbraio 2012
“il Mercoledì” numero 7 anno XVIII

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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