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Categories: Attualità

Saldi, saldi …

Mi guardo intorno, sono tante le cose di cui vorrei parlare, di cui forse sarebbe giusto scrivere. Il referendum alla Fiat Mirafiori, per esempio, che mi ha lasciato l’amara sensazione di un ultimatum, cioè o “votate sì” o tutti a casa, niente più lavoro, a gente che tenta di tirare avanti con mille, milleduecento euro al mese. Oppure la totale mancanza di dignità, di decoro e di “che so altro?” che viene sfoggiata quasi come un vanto da chi, se innocente, sarebbe logico che andasse nei luoghi deputati a dimostrarlo, anziché tuonare contro tutti, lamentando complotti. E peggio ancora sono coloro che gli tengono “bordone”, perdendo tempo prezioso, dall’una e dall’altra parte politica, mentre da anni il nostro paese sta andando a rotoli, senza che nessuno si prenda la briga di governarlo. Ma, mi chiedo io, tutta questa gente non si guarda allo specchio prima di andare a dormire? Forse no, sono tutti troppo impegnati a parlarsi addosso e a insultarsi in una qualsiasi di quelle trasmissioni televisive dove si disserta del “niente”. Lo so, questi sono discorsi da qualunquista, ma da qualunquista amareggiato e preoccupato, anche parecchio incavolato, che si sente impotente di fronte a tanta inettitudine, conscio comunque di avere la sua parte di responsabilità.
Voltando pagina, da quasi due settimane sono iniziati i “saldi”! Una volta erano chiamati “di fine stagione”, servivano a smaltire i fondi di magazzino, quello che era rimasto invenduto. Ora l’invenduto è purtroppo il grosso della merce e i “saldi” diventano un tentativo, quasi una speranza, di vendere qualcosa. Cominciano subito dopo le festività natalizie, i prezzi scendono di molto, oramai tutti lo sappiamo, e allora perché mai dovremmo comperare quando gli oggetti dei nostri desideri costano di più? Non sarebbe forse meglio tenere i prezzi più bassi da subito? Troppo facile, vero? Ma così che razza di saldi sono? Comunque ai commercianti auguro di vendere assai e a chi vuole comperare di avere i soldi per farlo.

Fabrizio Scarpa – 19 gennaio 2010
“il Mercoledì” – numero 3 anno XVII

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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