Eccoci qua, ci si ritrova tra le pagine del nostro settimanale dopo un mese abbondante. Tra pianti e rimpianti ne è passata di acqua sotto i ponti in questo periodo, sono anche ricominciati i campionati di calcio, con il mio amato Toro che è finalmente tornato in serie A dopo tre anni. C’è ancora chi discute sulle sentenze della giustizia sportiva, che non ha dato il suo verdetto finale. A guardarsi in giro la situazione economica non è migliorata affatto, aumentano i prezzi di tutto, a cominciare da quelli di gasolio e benzina, che hanno ormai raggiunto i 2 euro al litro. Un costo elevato e senza senso, soprattutto se consideriamo che quasi la metà è dovuta a tasse diverse e svariate, il che vuole dire che una cifra enorme finisce nelle tasche dello stato, dato il grande e inevitabile consumo che se ne fa quotidianamente. Un costo che incide su tutto, perché tutto in qualche modo e con qualche mezzo viene trasportato. E qui sono pianti, tutte le volte che ci si ferma a fare rifornimento. In questo mese tante persone hanno lasciato questo mondo, o per dirla nel giusto modo sono morte, e lo hanno fatto un poco più silenziosamente, perché qualcuno di meno in giro c’era. Mi dispiace molto non ritrovare più il sorriso di Mastro Nardo, sempre pronto alla battuta e sempre primo a salutare, abbraccio la moglie e i tre figli, che ricordo bambini e che ho visto crescere. Se n’è andato un torinese importante, il cardinale Carlo Maria Martini, gesuita, l’uomo del dialogo, che è sempre stato molto vicino ai problemi della gente, non disdegnando di entrare in conflitto con i grandi dogmi della Chiesa. Sto scrivendo seduto tranquillamente sul terrazzo di casa mia, piove e c’è un vento freddo, solo pochi giorni fa la temperatura era più alta di 15 gradi, forse 20, in molti soffrivano e si lamentavano, neanche troppo in silenzio per la verità, e adesso magari rimpiangono il caldo passato. Di certo lo sbalzo è molto forte, insomma anche in questo caso lo spread è aumentato esageratamente. Molti sono coloro che sono rimasti a casa, niente mare, né montagna, né lago, né campagna, qualcuno forse per scelta, ma la maggior parte per mancanza di fondi. In tutti probabilmente cova un piccolo rimpianto. Pianti, rimpianti, ogni tanto mi viene il dubbio che forse sarebbe meglio avere qualche rimorso, dovuto a qualche scelta sbagliata ma almeno personale. Nel frattempo due terzi di questo 2012 si sono consumati, velocemente. Un abbraccio.
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