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Categories: Costume

Peccato … Non c’è più!

Ricordate il profumo del pane appena sfornato? Ne sono passati di anni da quando sostavamo nella piazza Maggiore, tirando tardi a far di chiacchiera. Nel cuore della notte, qualsiasi fosse la stagione, si levava verso la statua del Saturnio il classico “fil di fumo”, accompagnato da uno degli odori più graditi al nostro olfatto: quello del pane appena sfornato. Non c’è più! E non solo in quella piazza ma anche in altri angoli della nostra e delle altre città. In compagnia di un gruppetto di amici si attendeva con impazienza che il panettiere tirasse fuori dal forno la focaccia, la pizza rossa e, per chi si trovava in carenza di zuccheri, un bel cornetto caldo, ma anche solo una pagnottella bollente (non ho mai pensato che il pane caldo faccia male!). Non c’era un motivo per ritrovarsi a quella data ora, l’appuntamento era con quelle golosità appena uscite dal forno. Certo allora eravamo giovani e avevamo tempo da perdere, comunque, anche quando gli impegni di lavoro e di famiglia oramai erano entrati nel nostro quotidiano, riuscivamo sempre a trovare l’occasione per toglierci la voglia di qualcosa di appena sfornato. Persino con la neve e la temperatura ben al di sotto dello zero il panettiere (forse meglio sarebbe dire il panificatore) usciva dal suo antro infuocato in braghe corte e maglietta e con un sorriso accattivante ci annunciava che l’oggetto del nostro desiderio era pronto. Spesso sentivo freddo per lui, ma poi “più che l’amor potea il digiuno” o meglio la gola. Confesso di essere da sempre assai goloso del pane fresco e dei suoi affini. Oggi pochi eroici panificatori resistono a fare il loro mestiere, dovendo fare i conti con i panifici industriali e con le grandi catene di distribuzione (ma con tutto il rispetto non è la stessa cosa!). Non so voi ma io sono disposto a macinare chilometri per andare alla ricerca di un buon pane appena sfornato e soprattutto di grissini sfiziosi. Rispettando il fatto che non tutti i gusti sono uguali.

Fabrizio Scarpa – 18 novembre 2009
“il Mercoledì” – numero 42 anno XV

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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