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Categories: Costume

L’Italia ha il fattore K

Uno dei più apprezzati tra i Dizionari della lingua italiana definisce la K come”decima lettera degli alfabeti europei propriamente estranea a quello italiano”. Di fatto essa è entrata nell’uso comune non certo per sua colpa ma per l’invasione di termini, soprattutto tecnici, provenienti da altri idiomi, tra l’altro molto più poveri e meno fantasiosi del nostro bel italiano. Comunque, almeno in questi giorni, la K ci ha dato modo di provare un piccolo moto di orgoglio, magari con una lacrimuccia di commozione, nel veder salire il nostro tricolore sul pennone più alto, grazie alla sciatrice Denise Karbon e alla danzatrice su ghiaccio Carolina Kostner. Due fanciulle, quasi due scriccioli, che manifestano la loro gioia in un italiano che denota chiaramente le radici quantomeno “prussiane”. La prima, Denise, oltre alle tante vittorie può vantare un numero incredibile di fratture (credo almeno undici con operazione), con l’ultima delle quali, al pollice sinistro ingessato e con il bastoncino fissato con il nastro isolante, ha ottenuto la vittoria con una fantastica rimonta. E non è la prima volta che la “quota rosa” del nostro paese contribuisce, almeno nello sport, al risveglio dell’Amore Patrio: pallavolo, tennis, atletica………..Tutto questo in un periodo in cui la politica, o meglio il modo italico di fare politica, non riesce a risvegliare niente altro che un grande senso di VERGOGNA. Vergogna per le tresche e le collusioni, per i ricatti e i tradimenti, per il dialogo fra le parti, inesistente, e ridotto a scontro anziché a confronto costruttivo. Vergogna perché pare che il gioco politicamente più in voga sia, da parte di chi governa non essere in grado neppure di far risaltare le cose positive, ammesso che ne vengano fatte, e da parte dell’opposizione mirare solo a far cadere il governo in carica, già traballante per le precarie alleanze, con grandi spallate. E poi? Ne riparleremo presto.

Fabrizio Scarpa – 30 gennaio 2008
“il Mercoledì” numero 4 anno XIV

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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