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Categories: Sport

La farfalla si posa nello stadio

Sfogliando le pagine della memoria, trovo una domenica 15 ottobre di quaranta anni fa, che per i cuori granata si è trasformata in poche ore da festa in tragedia. Quasi tutte le settimane, in parecchi da Moncalieri frequentavamo la curva Maratona dello Stadio Comunale, che allora conteneva ben più di sessantamila spettatori (ricordo uno Juventus-Benfica visto senza appoggiare i piedi a terra, tanto si era stipati). Indifferentemente, che giocassero gli odiati cugini della Juventus o gli amati granata, con l’Anticosaggio, Bruno, Franco e alcuni “gobbi”, fra cui il dirimpettaio Fulvio, andavamo democraticamente, a tifare per il Toro e a gufare contro la Juve. Quel giorno, era la quarta di campionato, in Torino – Sampdoria esordì Agroppi, detto “Agonia” per quella sua faccia magra e sofferta, di chi si impegna sino all’ultimo respiro, ancora oggi sfegatato tifoso. In campo, con la leggerezza di una farfalla che pareva quasi non toccare l’erba del terreno di gioco, i calzettoni calati sulle caviglie, alla “cacaiola” come usava Sivori, Gigi Meroni con una semplicità disarmante pennellava palloni per Combin, che alla fine della partita aveva messo nel suo carniere una tripletta (quattro a due per il Toro il risultato). Poche ore dopo, attraversando Corso Re Umberto in compagnia dell’amico Poletti, forte terzino, terminava la sua vita, a ventiquattro anni. Pittore per passione, anche dotato, dipingeva sui prati del calcio, con le sue finte e i suoi scatti, quadri che ancora fanno sognare.
Vieri Poletti Fossati Puja Cereser Agroppi Carelli Ferrini Combin Moschino Facchin: la domenica dopo quattro a zero nel derby con un altra tripletta di Combin e gol di Carelli, con la maglia numero 7, fino alla settimana prima indossata dalla “farfalla granata”. E un grande vuoto.

Fabrizio Scarpa – 17 ottobre 2007
“il Mercoledì” – numero 37 anno XIII

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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