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Categories: Politica

Il bene della comunità

Ventidue mesi fa, in un mio “angolo”, tenevo a battesimo il nuovo parlamentino della nostra bella Moncalieri. A me sembrava che maggioranza e minoranza avessero le caratteristiche giuste per dare stabilità alla quinta città del Piemonte, e ribadisco maggioranza e minoranza giacché sono importanti ambedue per un buon equilibrio politico. Purtroppo ho dovuto ricredermi. Sono iniziati passaggi trasversali da destra verso sinistra, e viceversa, movimenti interni tra i vari partiti, anche della stessa coalizione, a dimostrare che non solo non esistono più gli ideali ma neppure quello che calcisticamente un tempo si chiamava attaccamento alla maglia. La cronaca è sempre stata molto bene riportata negli articoli dedicati alla politica cittadina del nostro settimanale. Ora qui non voglio fare l’analisi di quanto successo in questi quasi due anni, e peraltro confesso che il più delle volte non ho capito, o non ho voluto capire, i meccanismi che hanno portato Moncalieri in una posizione di stallo, di immobilismo politico. Mi preme invece una cosa. Vorrei che tutti coloro che fanno parte del nostro parlamentino si guardassero dentro e riflettessero su quanto più importante sia il destino di una città rispetto ai pur validi principi personali. Assistendo a un paio di sedute consigliari, trasmesse via internet, ho avuto l’impressione che molti di coloro che prendevano la parola tenessero più ad ascoltare se stessi che non a seguire il filo della discussione. Poiché nei confronti loro nutro stima e spesso amicizia, indipendentemente dal colore o dalle scelte politiche, mi permetto di lanciare un appello alla loro maturità e responsabilità civica perché, lasciate da parte le “beghe” di corridoio, si dedichino agli interessi della città come sono certamente in grado di fare. In un momento come questo serve essere uniti per il bene della comunità e, a rafforzare questo concetto, è importante guardarsi intorno e vedere con quanta dignità stiano reagendo coloro che hanno perso tutto a causa del terremoto e dell’incuria umana.

Fabrizio Scarpa – 15 aprile 2009
“il Mercoledì” – numero 15 anno XV

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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