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Categories: Musica

Divieto di pascolo vagante.

“Io scriverò se vuoi perché cerco un mondo diverso,…perché ho vissuto anche di espedienti,…perché non potevo vivere altrimenti, io scriverò sul mondo e sulle sue brutture…!…le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni,…capiranno cosa voglio dire,…e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale…”. (RINO GAETANO Crotone 29 ottobre 1950 – Roma 2 giugno 1981)
Tra Berta e Aida è il tributo che il Laboratorio Teatrale di Cambiano (Officina delle Arti dello Spettacolo), dopo il QUANTESTORIEFABER del 2006, ha dedicato a un cantautore eclettico e versatile, senza imitarlo ma dando risalto alle parole delle sue canzoni, dove una poetica scanzonata offre, oggi più che mai, spunti di riflessione su una società cinica e incapace di ridersi addosso. Un viaggio in compagnia di un ragazzo le cui canzoni, come lui stesso in qualche modo predisse, sono state e ancora sono cantate dalle generazioni che gli sono venute dopo, facendolo amare dai suoi posteri ancora più che dai suoi contemporanei. Io stesso, nato nel suo stesso anno, non lo avevo del tutto capito, perché forse non avevo letto con attenzione i testi delle sue canzoni, allora forse troppo proiettate nel futuro per essere bene percepite, mentre oggi risultano di una attualità inquietante. Un suo fan ha scritto che “Rino ha messo la maschera alla realtà per regalarcela colorata e sfumata!”.
Sette musicisti o suonatori (quattro chitarre, basso, batteria e tastiere), dieci attorcantanti e una ballerina hanno dato vita non a un concerto ma a festa tra amici in onore di un caro amico, “intorno a un virtuale falò su una spiaggia virtuale”. In stretto ordine alfabetico il supergruppo battezzato per l’occasione “I divieto di pascolo vagante!” (come da cartello al confine tra Trofarello e Cambiano): Claudio Bondesan, Sonia Cavaglià, Ida Ciongoli, Carmelo Contino, Franco Cuciniello, Valter Felsini, Anna Gariglio, Gianpaolo Ghignone, Luigi Martinelli, Beppe Miletto, Valentina Minotti, Franco Mollo, Gigi Orlando, Claudia Partiti, Gianni Ripoli, Antonella Rutigliano, Fabrizio Scarpa, Marco Zuliani.
Grazie a tutti, bella esperienza il 6 febbraio 2009, da ripetere!

Fabrizio Scarpa – 11 febbraio 2009
“il Mercoledì” – numero 6 anno XV

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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