Riprendiamoci la natura, seguiamo i suoi ritmi, cerchiamo di uscire da questa vita frenetica, dominata dal consumismo (quando c’è la possibilità economica di consumare, cosa sempre più difficile). Sfuggiamo a una “società” dove l’apparire sembra avere definitivamente sconfitto l’essere, dove è importante possedere delle cose per essere considerati. Se ci fermiamo un momento e ci guardiamo intorno, troveremo le nostre case piene di oggetti inutili o almeno non necessari, molti dei quali neppure più sapevamo che ci fossero perché li abbiamo riposti sul fondo di qualche armadio fino a dimenticarceli completamente. Noteremo che le cose che utilizziamo sono poi sempre le stesse, un paio di scarpe particolarmente comode, così come quei capi di abbigliamento nei quali ci sentiamo veramente a nostro agio e che non vediamo l’ora di indossare perché sono per noi come una seconda pelle. Non pretendo che sia così per tutti, ma qualcuno probabilmente ci si ritroverà. Negli anni ho accumulato tante “cose inutili”, anche semplici scontrini che mi ricordavano momenti di vita vissuti. Credevo forse di continuare a vivere quegli attimi grazie a dei pezzetti di carta sbiaditi? Non lo so e una risposta non ho nessuna intenzione di cercarla. Sarebbe ammettere un errore, una sconfitta, comunque non mi va di fare il “pentito”, il che non risolverebbe il problema. Si può cambiare, cosa non facile, anche abbastanza dolorosa. Doloroso è “buttare via”, perché nello scegliere le cose da tenere si rivivono i ricordi contenuti in quello che si è accumulato. Inoltre quanto più si è conservato tanto più diventa difficile muoversi, spostarsi, cambiare casa per esempio. In questo caso la tecnologia può tornare utile. Nelle piccole icone del notebook si possono archiviare le foto più belle e i documenti importanti, la musica e i film preferiti. Qualcuno lo fa anche con i libri, personalmente preferisco sentire l’odore di carta e inchiostro, mentre leggo, conscio di quanti chili pesi la cultura. C’e una nuova corrente di pensiero, una vera e propria filosofia di vita, basata soprattutto sulla pratica. Si chiama Generazione Zero. Meno è più, sottrarre per aggiungere, allegerirsi per liberarsi, sono alcuni degli slogan di questo nuovo “minimalismo”. Pensiamoci su, può servire per sentirci … diversamente giovani. Ne parleremo ancora.
Fabrizio Scarpa – 10 novembre 2010
“il Mercoledì” – numero 41 anno XVI
Ciao, un saluto universale, un saluto che ha un'origine più complessa e antica di quanto…
Il 24 settembre 1848 veniva inaugurata la tratta ferroviaria Torino-Moncalieri, 8 chilometri di binari che…
La scorsa settimana abbiamo visto come il centenario della nascita del Cavalier Mario Turatti, fondatore…
Il 17 settembre 1918 nasceva a Torino Mario Turatti. Alla fine degli anni quaranta fonderà…
Qualcuno ha scritto che sarebbe scomparso da 40 anni e non da 20, perché Lucio…
Ci siamo lasciati il primo di agosto con la promessa di rivederci a settembre. Settembre…