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Categories: Attualità

Dieci anni dopo

Sono passati dieci anni da quel tremendo 11 settembre 2001, un giorno che ha influito decisamente sui destini del mondo intero. I giornali e le televisioni hanno riservato grandi spazi al ricordo dell’evento e fiumi di parole sono stati versati per sviscerarne i particolari chirurgicamente. Quasi tremila furono le vittime di un attentato che ancora riserva parecchi punti oscuri. Osama Bin Laden non esiste più, il suo corpo è finito in fondo al mare, probabilmente mangiato dai pesci, lui almeno non fa più paura, ha smesso di seminare terrore, anche se meglio sarebbe stato conoscere a fondo i rapporti che il “principe arabo” poteva avere con il Potere, chissà quante cose avrebbe potuto raccontare se fosse stato interrogato e giudicato da un regolare tribunale. Il crollo delle due torri gemelle a New York ha portato con sé tanti misteri che probabilmente resteranno tali per sempre, ma purtroppo non ha insegnato nulla al mondo, o meglio a chi detiene il potere. Gli Stati Uniti hanno accusato il colpo, da un punto di vista economico, ribadito e aggravato il 15 settembre 2008 dal crollo della Lehman Brothers, una società attiva nei servizi finanziari, nata nel 1850 e finita miseramente in un fallimento che ha messo in ginocchio l’economia, e non solo quella americana. L’11 settembre fece salire all’86% la popolarità di George W. Bush, che anni dopo fu poi rieletto per un secondo mandato. Di fatto fu quasi un bene per un presidente che non era affatto gradito agli americani. Per tornare a quel giorno nella versione ufficiale si dice che “le torri collassarono perché il muro perimetrale esterno e la struttura centrale erano collegati unicamente da deboli travature reticolari di scarso peso, che furono indebolite dall’impatto dell’aereo, il calore del fuoco le deformò facendole cedere, mentre gli impiantiti persero il loro supporto cadendo su quelli inferiori determinando così lo schiacciamento di tutti i piani …”.
Tutto ciò è stato più volte confutato da esperti del settore, con molto di più che delle semplici supposizioni, comunque il mistero rimane fitto e probabilmente non si arriverà mai a conoscere la verità.
Purtroppo!

Fabrizio Scarpa – 14 settembre 2011
“il Mercoledì” numero 33 anno XVII

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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