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Categories: Economia

Circoli viziosi

“Prendiamo un cerchio, coccoliamolo, avremo un circolo vizioso”. Che stiamo attraversando un momento di grave crisi economica è purtroppo assodato. Qualcuno ha paragonato quanto si sta verificando in questo periodo a quello che è successo ottanta anni fa, con il tremendo crollo della Borsa di Wall Street e tutto quanto di tragico si è poi succeduto. Può anche essere che questa volta sia peggio, e credo che molto contribuisca una sorta di terrorismo, che potremmo definire mediatico, di certo però questa è una crisi che viene da lontano, una crisi annunciata e purtroppo anche in qualche modo cercata. Adesso cerco di dirvi quello ho capito. Il terrorismo mediatico sembrerebbe dovuto al fatto, forse anche non voluto, che le notizie corrono più veloci degli accadimenti stessi, e quindi mentre al mattino in una parte del mondo si cerca ancora di dormire, in altre parti ci sono delle borse che aprono al ribasso, per l’aumento del costo del barile dovuto alla diminuzione della produzione del greggio causata da un eccessivo consumo provocato dalla sempre più grande richiesta dello stesso petrolio e dei suoi derivati. Quando quella gente si risveglia, sente alla radio, vede in televisione, legge sui giornali che sono stati bruciati milioni di miliardi (sarà poi vero che gli zeri non contano?) e allora una marea di piccoli risparmiatori si affannano a vendere, temendo di perdere tutto; di fatto mettono il tutto nelle mani degli speculatori che, comprando a basso prezzo, non fanno altro che arricchirsi sempre di più, vendendo al primo rialzo. Una legge di mercato molto semplice, neppure degna del Mercato ortofrutticolo o del pesce, o del gioco del Monopoli (troppo serio!): aumenta l’offerta e i prezzi si abbassano, cresce la domanda e i prezzi si alzano. Tutto questo avviene in un circolo vizioso che pare impossibile spezzare. Per quanto riguarda la crisi annunciata, sono anni che tristemente si segue il modello economico americano, basato, in parole povere, sul mettere a garanzia di un debito un altro debito e così via in un girotondo infinito e interminabile che vede così indebitate generazioni che forse neppure nasceranno. (continua)

Fabrizio Scarpa – 15 ottobre 2008
“il Mercoledì” – numero 36 anno XIV

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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