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Categories: Costume

Svizzera nostrana

Tre mesi fa il vostro Mangiafuoco ha fatto una visita di cortesia a Pinocchio, nel parco che gli è stato dedicato, in una frazione del comune di Pescia, Collodi, nome noto come pseudonimo di Carlo Lorenzini, fiorentino, creatore del famoso burattino di legno che ancora oggi fa sognare non solo i più piccoli. Nell’antico villaggio, rimasto come era secoli fa, a ridosso di una fantastica villa (Garzoni), attorniata da un giardino da favola, ci si trova all’interno non di un luogo di divertimenti, come sarebbe logico aspettarsi, ma di una curiosa galleria d’arte dove si susseguono sculture di svariati artisti e una piazza piena di mosaici. Venne inaugurato più di cinquanta anni fa e in seguito arricchito del Paese dei Balocchi e di tutta una altra serie di angoli più o meno attinenti alla storia del nostro beneamato. Un bel lavoro di sicuro, anche se nel visitatore attento, e interessato, rimane profonda la delusione per la quasi totale assenza di alcuni personaggi fondamentali nella storia del pezzo di legno che, abilmente lavorato dalle mani pazienti del buon Geppetto, sarà destinato a trasformarsi in bimbo. Merita una visita da quelle parti, soprattutto per un angolo di paradiso in cui ci si viene a trovare, e che non a caso porta il nome di Svizzera Pesciatina. Un territorio compreso tra la Val di Torbola, bagnata dal torrente omonimo, e la Val di Forfora, bagnata dal Pescia Maggiore, uno splendido paesaggio tra il collinare e il montano, immerso in boschi di verdi latifoglie, dove spuntano uno dopo l’altro dei borghi medievali, le dieci castella: Aramo, Castelvecchio, Fibbialla, Medicina, Pietrabuona, Pontito, San Quirico, Sorana, Stiappa, Vellano. Tutte frazioni di Pescia, cittadina di fasti ghibellini, nota per la produzione floricola (garofani, gerbere) e per quella della carta, che gli permette di contendere a Fabriano e ad Amalfi il primato della più antica cartiera italiana. Clima temperato, ottima cucina e gran bella gente.

Fabrizio Scarpa – 8 ottobre 2008
“il Mercoledì” – numero 35 anno XIV

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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