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Categories: Ricette

Cavoli miei

Prendete una bella verza (il cavolo a foglie), sfogliatela e mettetela a bagno, per lavarla ma soprattutto perché si impregni bene di acqua. Mettete le foglie, tagliate alla buona, grossolanamente, in una pentola bella grande che le possa contenere tutte, quindi fatele cuocere a fuoco medio, senza aggiungere altra acqua, fino a quando non saranno “stufate”, belle morbide e ben cotte. A questo punto aggiungete aceto rosso a vostro piacere, secondo il vostro gusto (io ne metto parecchio!!!), e fate cuocere ancora per qualche minuto, finché non verrà bene assorbito. Solo a fine cottura aggiungete un poco d’olio, senza friggere. Salate a piacere, ma non troppo. Ecco i “crauti” come li faccio io (ma non solo io, credo!!!). Nel frattempo da uno dei nostri numerosi e bravi macellai moncalieresi vi sarete procurati un bel cotechino (sono molti ancora quelli che lo producono artigianalmente), lo avrete fatto cuocere a fuoco lento, forandolo leggermente con una forchetta, perché esca un po’ di grasso, e cambiando almeno una volta l’acqua di cottura, naturalmente sempre calda. L’apporto calorico della verza così preparata (cotechino e olio esclusi) è di circa 28 calorie ogni 100 grammi. Provate a farvi i … cavoli miei col cotechino e buon appetito! La verza, nome scientifico Brassica Oleracea, conosciuta anche come cavolo verza, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Crucifere. Viene raccolta da ottobre ad aprile nel periodo antecedente alla fioritura ed è presente soprattutto nell’Italia settentrionale, oltre che in pianura anche nelle zone collinari e di montagna. La verza è composta per il 90% circa da acqua, da proteine, fibre, zuccheri, ceneri e carboidrati, contiene minerali come calcio, sodio, fosforo, potassio, magnesio e zinco, è molto ricca di vitamine di vario tipo, di aminoacidi e di sali minerali, per cui è anche un ottimo ricostituente e riequilibratore dell’organismo. Nell’antichità era già considerata una pianta medicinale, le sue proprietà sono infinite e ci sarebbe da scriverne di righe. Forse a causa del fatto che la verza arrivò per la prima volta in Italia attraverso la Lombardia viene anche chiamata “Cavolo di Milano”. Ne esistono molte varietà che si differenziano per il luogo di origine. Viene coltivata anche sulla nostra bella collina insieme al famoso cavolfiore di Moncalieri. Per questo non sarebbe male istituire una bella “festa del cavolo”.

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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