«Care lettrici e cari lettori, ma anche care elettrici e cari elettori (ricordo che l’andare a votare è un diritto, ma anche un dovere, da esercitare per conservare la possibilità di critica), fallita la missione impossibile del Presidente del Senato, l’ennesima chiamata alle urne pare inevitabile, per cui Vi prospetto una soluzione fantapolitica. Il Presidente della Repubblica, decide di riunire, in “neuroconferenza”, Presidenti di Camera e Senato e quattro consiglieri particolari: (in stretto ordine alfabetico) Anticosaggio, Il Direttore, Mangiafuoco e Mastro Cuciniere. I sette, quasi magnifici, dopo una breve discussione, approvano a votazione palese, con sette voti favorevoli e uno astenuto (???), la seguente delibera: “Senatori e Deputati della Repubblica Italiana, sono convocati a Camere unificate, Consiglio dei Ministri e seguito compresi. Come nel Concistoro per l’elezione al soglio di San Pietro, vengono “chiusi”, e le chiavi gettate nel biondo Tevere, all’interno della sede del Parlamento, dove rimarranno, nutriti e ben assistiti, sino a quando non avranno messo a punto: a) una legge elettorale che garantisca continuità a governi di qualsiasi colore, b) una legge sulla giustizia, latitante, c) una legge sui salari e le pensioni sotto il limite della sopravvivenza, d) tutte quelle altre leggi più che urgenti. Quindi niente più presenze televisive a Porta a Porta, Ballarò, Anno Zero, Matrix, e scusate se ne ho dimenticata qualcuna. Giunti al fin della tenzone, si provvederà, tramite il Fabbro di Stato, a fare uscire i nostri eroi con immediato scioglimento delle Camere e conseguenti elezioni”. A presto!».
Questo “angolo” usciva il 6 febbraio 2007 sul numero 5 de “il Mercoledì” con il titolo di 7 saggi per Napolitano! Sono passati esattamente sei anni e un mese e ci si ritrova nella stessa situazione politica e in una situazione economica che eufemisticamente definirò “agghiacciante”, per non essere esageratamente pessimista. Per pura combinazione, cosa che non accadeva da settecento anni, il Papa si è appena dimesso e a Roma si stanno radunando i cardinali da tutto il mondo per eleggere il nuovo successore di San Pietro. Mi sembra giusto annotare che il popolo italiano è stato appena chiamato alle urne, poco più di dieci giorni fa, e che l’esito della tornata elettorale rende praticamente ingovernabile il nostro “Belpaese”. Non volendo altro dire né tanto meno altro pensare non mi rimaneva altro che riproporre il vecchio angolo, nella sua tremenda attualità.
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