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Categories: Teatro

Casina

Otto personaggi in cerca di attori. Potrebbe essere questo il sottotitolo della riscrittura di Casina, commedia di Tito Maccio Plauto, poeta latino (Sarsina 255-184 a.C.) che se nostro contemporaneo sarebbe stato romagnolo, molto ben curata da Marina Thovez e prodotta dalla Ludus in fabula. Due attori, la stessa Marina e Mario Zucca, decidono di mettere in scena un nuovo testo e optano per un classico di sicuro impatto, ma essendo otto le parti recitate si calano a turno nei vari ruoli, avvalendosi della, solo apparentemente fredda, collaborazione di……manichini. Ne viene fuori un saporito vaudeville, basato su veloci e precise entrate e uscite di scena con esilaranti scambi di ruolo. L’intreccio è quello tipico plautino, che si basa sulla lotta per la conquista di soldi o di donne, come accade alla bella Casina, quasi una antesignana del beckettiano Godot, dato che mai comparirà in scena, e nella trama trova terreno fertile la comicità del testo che vede trionfare donne, giovani e servi a discapito di anziani bavosi e viziosi. A Sciolgotutto e Gagliardo, con le rispettive mogli Strepitosa e Mirtina, ai servi Palino, Panterenella e Olimpione ed a un cuoco etrusco danno vita, con bravura e mestiere, Mario e Marina, coppia consolidata non solo sulle scene, e questo si evince dal grande affiatamento fra i due, che si divertono veramente molto, passando, nell’incantesimo del teatro, le stesse vibrazioni al pubblico, numeroso e attento. La bella scenografia pompeiana del partenopeo Nicola Rubertelli (del Teatro lirico San Carlo di Napoli), incorniciata in una sorta di moderno ring, una struttura autoreggente, pardon portante, si apre dietro le trasparenze di un tulle che riproduce un muro dell’epoca su cui compaiono scritte in latino. Fondamentale l’apporto dei macchinisti, il saggio Giancarlo Volpi e il felino Mattia Tauriello, il piano luci e la colonna sonora, coinvolgenti, orchestrate con matematico rigore da Marcello Otello Cavoto. Regia, costumi e scelte musicali della bella ed eclettica Thovez. Il tutto si è svolto il 18 e il 19 novembre, in anteprima nazionale, al Serenissimo di Cambiano, che più di sette lustri fa ha visto i primi passi del grande Mario Zucca. Unica stonatura: avrebbe potuto essere una coproduzione con MusicaTeatroMoncalieri. Peccato!

Fabrizio Scarpa – 26 novembre 2008
“il Mercoledì” – numero 43 anno XIV

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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