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Categories: Teatro

Nepotismo

Finalmente posso macchiarmi di nepotismo. Vado a spiegarmi. Dal 19 al 23 e dal 26 al 30 di novembre, al Teatro Baretti di Torino, via Baretti 4 (telefono 011655187), va in scena, prodotto dal Teatro Regionale Alessandrino, un gustoso intreccio drammaturgico, una sorta di girotondo tra alcuni frequentatori della tecnologica chat, un vero e proprio mondo parallelo dove le persone si incontrano, per lo più senza sapere con chi hanno a che fare e forse proprio per questo riescono ad aprirsi superando uno dei maggiori mali della società contemporanea, ossia l’incomunicabilità. Creature diverse fra di loro non solo per carattere, chi più tenero, chi più timido o chi financo arrogante, ma anche per cultura, per aspettative di vita, si incontrano in un gioco spesso psicologicamente perverso in cui reale e virtuale si intersecano, dando loro la possibilità di soddisfare tutta una serie di inconfessati, e a volte inconfessabili, bisogni paralleli. Una vera e propria First life (questo il titolo dello spettacolo), una vita primaria, in aperto contrasto con quella che nel mondo dei frequentatori di Internet viene denominata comunemente Second life. Un mondo che a quelli che come chi scrive trova difficoltà persino ad aprire un computer per inviare una posta elettronica e per consultare un semplicissimo motore di ricerca, tipo Google, risulta sconosciuto più ancora che ostico. Davvero accattivante la drammaturgia della giovane Simona Barbero (anche regista), nella scenografia di Lucio Diana, una delle pietre miliari del mai dimenticato Teatro Settimo (Allegri, Paolini, Vacis, Curino, per ricordare alcuni nomi), e molto azzeccati gli interpreti: Alessandro Baldinotti, Raissa Brighi, Stefania Casiraghi, Fabrizio Pagella, Maurizio Pellegrino, Francesca Porrini, Silvia Ajelli ed Ettore Scarpa (che è il babbo di mio nipote, e quindi…!). Possibilmente da non perdere!

Fabrizio Scarpa – 19 novembre 2008
“il Mercoledì” – numero 42 anno XIV

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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