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Categories: Costume

Bacco, tabacco e Venere

“Bacco, Tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere”, così recita un vecchio proverbio. L’abuso di alcol può provocare gravi danni, anzi è certo che fa più vittime della droga e a costi più bassi. Sono molti, anche tra i giovani, a bere in modo esagerato. Sui pacchetti di sigarette compaiono scritte tremende che non vi sto a ricordare ma, se è vero che fumare rimane comunque una scelta, non altrettanto si può dire del respirare, che parrebbe una necessità assoluta. Non sarebbe pensabile trovare delle scritte del tipo “Respirare nuoce gravemente alla salute” oppure “L’aria uccide” o “Il tuo medico può aiutarti a smettere di respirare”. Per quanto riguarda il sesso preferisco astenermi, dal parlarne naturalmente. Voglio sottoporre alla vostra attenzione un fatto quantomeno curioso. In uno sperduto villaggio del Sud dell’Ecuador, Vilcabamba, 1500 metri sopra il livello del mare, baciato tutto l’anno da una temperatura sempre tra i 19 e i 25 gradi centigradi, abbondano gli ultra centenari, i quali non si vergognano di ammettere di essere arrivati a cotanta veneranda età senza grandi rinunce. Da quelle parti l’aria è molto buona e c’è anche un’acqua particolarmente pura, tutti camminano parecchio e osservano una sana dieta, da circa 1200 calorie al giorno, con un basso contenuto di grassi e di colesterolo. Comunque i vegliardi, e non solo i maschi, ammettono senza remore di fumare come turchi e di lasciarsi andare a colossali “ciucche”. Tra l’altro il tabacco che fumano, il “chamico”, pare che abbia effetti tali da fare impallidire cocaina e marijuana: eccitazione, perdita della memoria, allucinazioni. Stessi effetti li provoca il “puro”, l’aguardiente ad alta gradazione che viene consumata, una via di mezzo tra il rum e il petrolio. Inoltre il medico condotto di Vilcabamba non fa segreto del fatto che molte sue pazienti si rivolgano frequentemente a lui perché prescriva loro qualcosa non per se stesse ma per i mariti, quasi centenari, così da farli stare un poco più calmi, in quanto costantemente vogliosi. Con ciò non voglio incitarvi a bere fumare eccetera, ma solo rendervi partecipi di una simpatica curiosità.

Fabrizio Scarpa – 8 dicembre 2010
“il Mercoledì” – numero 45 anno XVI

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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