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Categories: Teatro

Attenti a quei due

Era dai tempi della Madama Real che Vittorio Sivera e Luciano Marocco non univano le loro forze sul palcoscenico del Teatro Comunale di Cambiano, dove a metà degli anni ottanta la commedia storica, scritta da Sivera con il poeta della Val Varaita Barba Toni Bodrero, fu rappresentata con grande successo, grazie al grande lavoro di produzione dell’eclettico Marocco. Luciano e Vittorio sono due pietre miliari per la cultura, non solo cambianese, e tanto ci sarebbe da dire sulla strana coppia, che poi di strano non ha proprio nulla, e sarebbe un gran bello scrivere. Insieme ne hanno fatte di cose, una di queste risale al 1975 e narra di un fatto realmente accaduto a Cambiano nel 1932, Martin detto il lungo, chi l’ha ucciso? Il cadavere di un ricco contadino, che doveva il suo soprannome alla lentezza nell’agire e nel parlare, venne trovato con il cranio spaccato e, nonostante le complesse e accurate indagini, il caso fu archiviato senza un colpevole. Ma in città si continuò a parlare di quel fattaccio e nel corso degli anni furono tante le ipotesi sul nome del possibile assassino, tanto che Luciano e Vittorio, i due ragazzi irresistibili, ne ricavarono un testo teatrale, che allora vide tra gli interpreti Mario Zucca, Nanni Tormen, Maurizio Babuìn, Raffaele Amarena e come autore delle musiche Gianni Conrotto. Fu un grande successo nella storia del teatro di Cambiano, fucina di talenti. Attenti a quei due, dopo trentotto anni Luciano e Vittorio hanno voluto ridare vita al loro Martin, grazie al Laboratorio Teatrale di Cambiano. Una regia rinfrescata dall’aiuto fondamentale della mano abile di Andrea Gariglio, con i personaggi ai quali è stata data una maggior caratterizzazione rispetto al passato; molti colori e molto movimento animano la scena, dove con la precisione di un balletto si muovono i numerosi interpreti, tutti misurati nella loro parte, anche nei più piccoli ruoli, comunque fondamentali nello sviluppo della trama. Vorrei nominarli tutti, molti sono giovanissimi, ma sono davvero tanti e ciascuno di loro meriterebbe un commento particolare. Mi limiterò a citare i nomi di coloro che in scena non compaiono ma che sono alla base del successo del gruppo: GB Battaglia, Mimma D’Amato, Alessandro Puglisi, Anna Gariglio e molti altri ancora, senza dimenticare i costumi di Martina Perdichizzi, le musiche sempre di Gianni Conrotto e le belle foto di Sergio Gremo. Un’ottima messa in scena da non perdere.

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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