Asfaltati! Letteralmente asfaltati! Le Furie Rosse di Spagna in maglietta e mutande hanno fatto a pezzi gli Azzurri d’Italia nella finale degli Europei di Calcio, confermandosi i più forti del vecchio continente, essendo già campioni del mondo. Cesare Prandelli è riuscito comunque a unire lo sgualcito popolo italiano intorno alla nazionale, facendo sognare milioni di persone, compresi tutti coloro che si atteggiavano tifando contro, all’apparenza ci scommetterei, tanto per essere originali. Dopo una domenica bestiale, avendo eliminato gli altezzosi inglesi, un giovedì trionfale ha visto la nazionale azzurra battere meritatamente la tremenda corazzata tedesca, che in campo ha finito ancora una volta per trasformarsi contro l’Italia in un piccolo peschereccio in balia delle onde. Sognare è lecito ma risvegliarsi è doveroso, benché doloroso! La superiorità degli iberici è stata disarmante, aggiunta alla grande stanchezza e alle condizioni fisiche precarie di alcuni elementi della compagine azzurra, che ha giocato gli ultimi trenta minuti in inferiorità numerica. Il risultato finale è stato nelle cifre umiliante, in considerazione del fatto che nella partita inaugurale l’Italia aveva “tenuto botta” alla Spagna, e se avesse vinto nulla avrebbe rubato, segnando l’unica rete subita durante tutto il torneo dai novelli campioni continentali. Onestamente chi avrebbe “scommesso” un soldino bucato, alla vigilia della competizione europea, sulla nostra nazionale, messa insieme tra scandali e beghe interne, con le squadre nostrane piene di giocatori stranieri? Eppure Cesare Prandelli e la sua armata sconquassata sono riusciti a ridare almeno un “tanticchia” di dignità al calcio italiano, che forse neppure se lo merita, facendo risvegliare il vetusto e sopito orgoglio di “essere italiani”. Lentamente, di partita in partita, sempre più gente ha preso coraggio nel cantare l’inno nazionale, il canto degli Italiani, tanto vituperato ma sempre capace di far venire i lucciconi agli occhi e il groppo in gola: “ … stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte, siam pronti alla morte, l’Italia chiamò. Noi fummo da secoli calpesti e derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci un’unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l’ora suonò!!!”. Forse sarebbe il caso di riflettere su queste parole, che mai vengono cantate. Volenti o nolenti il calcio è un poco lo specchio della nostra società, e quando il tecnico Mario Monti ha pontificato una sospensione del calcio giocato per due o tre anni non solo Mangiafuoco ha pensato che una sospensione ben più lunga forse se la meriterebbe la politica o meglio i politicanti. Comunque, grazie Italia!
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