Una battaglia è stata vinta, una battaglia importante, ora si può pensare anche a vincere la guerra. No, Mangiafuoco non è diventato improvvisamente un guerrafondaio, e neppure ha partecipato direttamente alla battaglia, ma ha molto a “cuore” l’esito di questa guerra. La guerra che da parecchi mesi si sta combattendo per evitare la chiusura (eliminazione!!!), del reparto di Emodinamica dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri, “condannato a morte” dalla grettezza di politici scriteriati e incompetenti, nonché spreconi, che pensano di risparmiare sulla salute, o sanità che dir si voglia. Fortunatamente sull’onda di una vera e propria sollevazione popolare il nuovo assessore regionale alla Sanità, Ugo Cavallera, ha bloccato la chiusura programmata, insieme ad altre sei emodinamiche, per il 30 giugno dal suo predecessore, Paolo Monferrino. Un ruolo importante, quasi fondamentale, lo ha svolto “il Mercoledì” raccogliendo migliaia di firme a sostegno del reparto moncalierese, diretto sapientemente dalla dottoressa Maria Teresa Spinnler, primario di Cardiologia. Il sorriso sembra essere ricomparso sul viso del Sindaco di Moncalieri, Roberta Meo, tra i capi della rivolta contro questa chiusura. Per mesi nel suo ufficio si sono letti e riletti dossier, incartamenti, leggi e leggine, studiati numeri, costi ed eventuali possibili risparmi per combattere la stolta scelta della giunta Cota. «Finalmente c’è dialogo, dopo un lungo periodo di decisioni calate dall’alto, di diktat inaccettabili per il territorio. Sarà vero che i tagli sono necessari, ma questa battaglia la porteremo fino in fondo», aveva detto ad aprile la Meo agli amici giornalisti de La Stampa, Marco Accossato e Giuseppe Legato. Chi legge “il Mercoledì” conosce bene le vicissitudini e il complesso svolgersi dei fatti, grazie alle attente cronache di Luca Carisio. Avvalendomi dell’enciclopedia della “rete”, cioè Wikipedia, aggiungo solo che “l’emodinamica è quella branca della fisiologia cardiovascolare che analizza e studia il comportamento del sangue in movimento nei vasi, permettendo così di ridurre il pericolo dell’instaurarsi di patologie legate alla circolazione sanguigna (fisiologia = disciplina biologica che studia il funzionamento degli organismi viventi)”. Come già a suo tempo aveva segnalato Carisio, la struttura del Santa Croce “è considerata tra le prime sei del Piemonte, con all’attivo nel 2012 oltre mille coronarografie, 720 angioplastiche e 120 infarti miocardici acuti trattati”, che mi sembrano motivi più che sufficienti per combattere e vincere la guerra contro una chiusura assurda. Una guerra del cuore, anzi per il cuore!
Fabrizio Scarpa – 29 maggio 2013 “il Mercoledì” numero 21 anno XIX
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