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Categories: Costume

Tre anni di non solitudine.

“Il Piave mormorava, calmo e placido …”. Il Po scorreva ben rimpinzato, dopo le copiose piogge primaverili e lo scioglimento delle nevi. Da giorni meditavo, senza capire quale era la ragione del mio contendere interiore. Moncalieri era bella, come non l’avevo mai vista prima, da innamorato della mia città, che mi teneva amorevolmente tra le braccia dal 1950, anno in cui ero nato, un giorno di maggio verso l’ora di pranzo, con i prati rossi di papaveri. Passeggiavo distratto, era il 2006, uno scandalo nel mondo del calcio vedeva nell’occhio del ciclone la Juventus, che avrebbe pagato più di tutti, finendo in serie B per un anno, senza provocare particolare gioia al mio vecchio cuore granata, che aveva patito nell’infanzia di un leggero soffio bianconero. Poi una illuminazione: avevo voglia di scrivere, ma non come avevo fatto per anni, riponendo i fogli in cassetti mai più aperti. Chiesi “asilo letterario” in un luogo amico, dove sentivo che avrei trovato le persone giuste: “il Mercoledì”, settimanale cittadino rigogliosamente nato nel 1995 dalle ceneri de “il Giornale di Moncalieri”. Scrissi il mio primo articolo, “Juve, Moggi e … domani?”. Il Direttore lo lesse attentamente, insieme lo mondammo degli eccessivi ghirigori, frutto degli studi classici. Avevo avuto la mia prima lezione di giornalismo. Mi piaceva l’idea di tenere un appuntamento settimanale e pensai di chiamarlo “L’angolo di Mangiafuoco”. Mangiafuoco era uno soprannome che mi portavo dietro da trenta anni, da un personaggio che mi si era appiccicato addosso dopo uno spettacolo per bambini. Angolo mi sembrava il sostantivo giusto, giacché mi dava l’idea di un posto sicuro, dove avrei potuto trovare compagnia negli eventuali lettori, lontano dai momenti di solitudine interiore, che stanno con chi ha la fortuna di invecchiare. In tre anni di “angoli” ho trattato di tutto, facendoli diventare spigoli, quando scivolavo sul poetico, o tegole, quando sentivo di dover bacchettare qualcuno. Era il 24 maggio. Grazie a chi mi pubblica e a chi mi legge.

Fabrizio Scarpa – 27 maggio 2009
“il Mercoledì” – numero 21 anno XV

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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