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Categories: Spettacolo

Sulle orme dei Trelilu

Bentornati tra le pagine del nostro amico settimanale. Vi narro di una bella giornata trascorsa al Pian delle Gorre, sopra Chiusa Pesio, a 1003 metri sul livello del mare. Avrebbe dovuto esserci anche l’Antico Saggio, sempre impegnato in una delle sue “transumananze” (la transumanza riguarda greggi e mandrie, non “similumani”) dalla città alla montagna, dalla montagna alla laguna, passando ovviamente più volte per la città. Questo è il suo faticosissimo “mestiere”, dal quale si riposa saltuariamente sostando per alcuni giorni dietro a una scrivania. Tornando al Pian delle Gorre, il 19 agosto una fiumana di persone si è trovata nella splendida conca a festeggiare il quindicesimo compleanno de “I TRELILU”. Sono quattro (proprio come i Tre Moschettieri) geniali artisti, originari di Piozzo e dintorni, dalle parti di Carrù. Piero Ponzo (Peru), è un sopraffino clarinettista sassofonista, e tanti altri fiati, conteso da molti gruppi famosi, con i quali spesso collabora. Francesco Bertone (Franco) suona il contrabbasso con la maneggevolezza di un violino, tirando fuori dalle sue tasche da Eta Beta le più inverosimili stranezze. Roberto Bella (Bertu) è riduttivo dire che suoni la chitarra, perché in realtà ne fa quello che vuole, perdendo una quantità innumerevole di plettri, ed è anche autore della maggior parte delle canzoni insieme a Filippo Bessone (Pippo), che è il cantante solista, ferroviere per passione come Gianmaria Testa, con quella sua simpatica aria da giovine Peter Falk. Cantano in langarolo, con piacevoli divagazioni in italiano, facendosi così comprendere da tutti, la loro è una musica colta, tra il jazz, il folk e il “country” nostrano e hanno una padronanza dell’improvvisazione degna della migliore Commedia dell’Arte. Per averne una idea precisa bisogna vederli, e chi li ha incontrati – io una sera al Teatro Gioiello di Torino ho rischiato una paresi facciale per via delle risate – continua a seguirli dovunque. Spero presto nella bella Piazza Maggiore di Moncalieri. Avremo modo di conoscerli più a fondo.

Fabrizio Scarpa
il Mercoledì nr. 31/XIII – Moncalieri 5 settembre 2007

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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