“Ricomincia l’avventura …”, ben ritrovati! Nella prima parte della nostra storia avevamo lasciato i due protagonisti molto affaccendati a districarsi tra innumerevoli impegni, vecchi e nuovi. Ottenuta la guida del partito guelfo ghibellino il giovane e intraprendente M ebbe cura di assicurare appoggio e stima al suo “amico” E, capo del governo, di non essere interessato al suo posto, ma di volersi impegnare ad apportare le riforme utili al bene della patria. Per raggiungere questo fine M si vide costretto a iniziare lunghe e dure trattative con il nemico di sempre, il Cavaliere, che chiameremo S, le cui vicissitudini legali erano note a tutti. Era necessaria una legge che potesse dare al paese una governabilità certa e duratura, per questo S e M si impegnarono a trovare una linea comune con l’obiettivo di uno confronto equo con un unico vincitore. Nel frattempo il buon E proseguiva nel difficile compito di tenere a galla una nazione falcidiata da tutte le crisi possibili e immaginabili ma, nonostante la sua pacata imperturbabilità, non poteva non lasciare trasparire la preoccupazione per uno stato di fatto decisamente ingarbugliato. Il buon M, non insensibile all’imbarazzo doloroso del compagno di partito in difficoltà, subito si premurò di inviargli una breve e rassicurante missiva: “Stai sereno E!”. Poche, sentite e affettuose parole che avevano lo scopo di rasserenarne lo spirito. Tutto bene e tutto a posto, ma si sa che le bugie hanno le gambe corte e il naso lungo di Pinocchio, notoriamente nato in terra toscana come i nostri due baldi giovani. Fu così che un bel giorno, dalla sera alla mattina, M convocò il consiglio nazionale del partito guelfo ghibellino e, fatto il punto di una situazione inequivocabilmente impantanata, con il pianto nel cuore si vide costretto a sfiduciare il suo “amico” E, offrendosi di prenderne il posto, con grande coraggio e spirito di sacrificio. Una scelta crudele ed eroica che, come un fulmine a ciel sereno, violentò la sensibilità di E, cresciuto all’ombra dei campanili, lontano dai noti mangiatori di bambini. Il cambio al vertice non fu indolore e avvenne senza che i due si guardassero negli occhi, mentre freddamente si stringevano la mano. Null’altro ci è dato di sapere sul come sia andata a finire questa storia. Naturalmente siamo nella fantasia, queste cose non possono accadere nella realtà ed eventuali riferimenti a cose e/o a persone sono assolutamente casuali, state sereni!

Fabrizio Scarpa – 26 febbraio 2014 “il Mercoledì” n° 8 anno XX

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