Due mesi esatti mancano alla tornata elettorale che chiamerà alle urne i moncalieresi per eleggere i loro rappresentanti nella amministrazione comunale. Credo che oramai non sfugga più a nessuno quanto io ami Moncalieri, anzi forse molti sono coloro che si sono stancati di sentirmelo dire. I nomi che sono stati detti e scritti, come possibili candidati alla poltrona di Sindaco, si sono sprecati, riempiendo bocche, orecchie, occhi e pagine dei giornali. Persone rispettabili, alcune delle quali a volte neppure sapevano di essere entrate in “nomination”. Bisogna dire che il nome espresso dalla coalizione di centro destra è già noto da tempo. Ancora avvolto dal mistero invece è il nome di chi dovrebbe guidare la parte che ha governato Moncalieri fino a giugno, prima che tutto finisse in mano al Commissario prefettizio, dopo le diatribe interne che hanno portato allo scioglimento anticipato del consiglio comunale. Ho pensato per qualche istante, anzi per qualche riga, di immaginarmi come primo cittadino, democraticamente eletto dal popolo moncalierese, naturalmente e immodestamente a grande maggioranza. Ecco come mi comporterei, nel mio delirio politico, “se fossi … sindaco”. Esporrei i punti del programma: pochi, espressi in modo chiaro e in linguaggio comprensibile, possibilmente anche a chi lo ha scritto, cosicché non ci possano essere fraintendimenti al momento dell’attuazione. Non sto a elencare le cose che vorrei fare, in quanto ci sono cose assolutamente da fare, cose pratiche, di tutti i giorni, senza pensare a “ponti sullo stretto” o a “mettere in piano” la piazza del Saturnio. Il Sindaco è di tutta la città e deve sapere soddisfare le richieste della cittadinanza, pur nelle ristrettezze dovute alla crisi economica. Per fare questo è importante non tanto che sappia fare, quanto che sappia (e possa!) avvalersi di persone preparate capaci affidabili non use a cambiare “casacca”, dirigendole come un bravo direttore d’orchestra, creando buona “musica” per i suoi concittadini. Vinca il migliore e lodi al vincitore.
Tranquilli, non farò mai il sindaco!
Fabrizio Scarpa – 27 gennaio 2010
“il Mercoledì” – numero 4 anno XVI
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