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Categories: Teatro

Quattro ragazze

«Ci risiamo … oggi c’è l’ultima replica … anche quest’esperienza sta per chiudersi e già mi piange il cuore. I commenti mi hanno gratificata tanto e mi spingono ad andare avanti e a fare sempre meglio, in questo che ormai non è più solo un hobby, ma una parte importante, insostituibile della mia vita. Grazie a tutti quelli che hanno fatto questo viaggio camminando al mio fianco…». Queste parole le ha scritte, sulla sua pagina di Facebook, Laura Marocco, regista e interprete della commedia Le Madri, di Angelo Longoni, prodotta dal Laboratorio Teatrale di Cambiano, andata in scena (purtroppo solo per tre volte!) sul palco del Comunale di via Lame. Quattro donne si ritrovano in una camera d’ospedale, per ragioni più o meno legate alla maternità, che desiderano o rifiutano o temono di non poter provare. Un bel testo, che fa “ridere, commuovere, riflettere”, molto scorrevole, tiene lo spettatore per quasi tre ore seduto sulla sua poltroncina bene attento a ogni battuta. Margherita (Alberta Magliano) aspetta l’esito di un esame dal quale può dipendere la sua vita, non solo la possibilità di una futura maternità. Chiara (Giulia Miniati) rischia di perdere la sua creatura che tanto desidera ed è costretta per questo a passare la maggior parte del suo tempo a letto. Giulia (Martina Bravo) è la più giovane di tutti, nevrotica e indecisa, alle prese con una gravidanza dai contorni piuttosto oscuri. Infine c’è Stella (Laura Marocco), che dopo due femmine è in attesa del maschio, tanto desiderato dal marito, che lei sembra voler tenere sempre dentro di sé per non dividerlo con nessun altro. Ma ognuna di queste storie ha dietro qualcosa di strano e complicato, che finisce per essere condiviso dalle quattro protagoniste, che si lasciano andare alle reciproche confidenze alle quali le porta l’inevitabile convivenza nella stessa stanza, dove ciascuna si prende cura delle condizioni delle altre compagne di avventura. Tutte molto brave le interpreti, ottimamente dirette da Laura Marocco Gariglio, qui impegnata nel doppio e impegnativo ruolo di attrice e di regista. Coinvolgenti la scenografia di Andrea Gariglio, le luci e i suoni di Roberto Russello e Sergio Gremo, con la colonna sonora curata da GB Battaglia. Momenti di commozione si succedono ad attimi divertenti, nella quotidianità di quattro “belle” donne unite da un sottile ma robusto filo, la solidarietà, che le aiuterà a superare le rispettive difficoltà. Peccato sia già tutto finito in poche repliche, anche se la (mia) speranza è sempre l’ultima a morire.

Fabrizio Scarpa – 12 marzo 2014 “il Mercoledì” n° 10 anno XX

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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