Negli splendidi “Libri della giungla” di Kipling, che vi consiglio di leggere, o anche di rileggere, un cucciolo di uomo viene salvato svezzato e allevato da un branco di lupi, avendo per maestri di vita una pantera un orso un elefante e per compagni di gioco o per nemici gli altri innumerevoli più o meno feroci abitanti della foresta. Molte volte abbiamo letto di una mamma cane o gatto o anche topo che ha allattato qualche cucciolo gatto topo o cane, abbandonato volutamente o involontariamente dalla propria madre. In natura gli animali aggrediscono per fame, a volte per contendersi la femmina più fertile e quindi con lo scopo principale della continuazione e la salvaguardia della loro specie, non di certo per violenza gratuita, tipica purtroppo della razza umana. In Germania, un neonato femmina di gorilla, abbandonato dalla sua mamma, forse un tantino depressa dal parto, è stato portato da un veterinario, che si era reso conto di non poterla curare, nel reparto neonatale di un ospedale, dove, grazie all’incubatrice e a tutte le cure necessarie, potrà salvarsi e ritornare presto tra i suoi simili. Era fantastico vedere gli occhi di quella minuscola creatura in braccio alla sua “balia” infermiera. Sarà sciocco, forse, ma è bello scoprire che gli umani talora sanno anche essere umani.
Fabrizio Scarpa
il Mercoledì nr. 26/XIII – Moncalieri 4 luglio 2007
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