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Categories: Costume

Prima del fuoco, il castello è cancellato dall’editoria

Molte prime pagine di quotidiani nazionali, e all’interno ampi servizi, hanno portato Moncalieri all’onore delle cronache, ancora una volta per una tragedia, fortunatamente senza vittime. Ma tragedia è stata, e per quanto i danni materiali siano stati calcolati approssimativamente in dieci o quindici milioni di euro, niente sono rispetto ai danni irreparabili patiti dal patrimonio storico, irreparabili poiché per tutto quello che si possa rifare o ricostruire quasi nulla sarà più l’originale. L’incendio al torrione sud est del Castello Reale di Moncalieri ha illuminato in modo infernale l’alba del sabato, provocando un profondo dolore in chi ama quella che nei secoli successivi alla costruzione della struttura di epoca medioevale era addirittura una città più popolosa della stessa Torino (e questo avveniva negli anni immediatamente precedenti all’arrivo e alla successiva morte del Principe Bernardo di Baden, all’inizio del millecinquecento). Ma una cosa in particolare sconcerta. Il Castello di Moncalieri, occupato, e per fortuna, da un battaglione dell’Arma dei Carabinieri, è in realtà l’unico ad avere titolo per essere chiamato tale, in quanto le bellissime superville di Racconigi e di Agliè, la funzionale costruzione di Rivoli e l’affascinante falso storico del Castello del Valentino, ben poco, per non dire nulla, hanno della caratteristica struttura con torri e bastioni posta a difesa sulla sommità di una collina. Eppure quando La Stampa solo pochi mesi fa ha pubblicato in dieci prestigiosi volumi (con la casa editrice Umberto Allemandi) “Le Grandi Residenze Sabaude”, nessuno di questi è stato dedicato al Castello di Moncalieri. E adesso in tanti stiamo col naso all’insù e vedere quanto non c’è più.

Fabrizio Scarpa – 9 aprile 2008
“il Mercoledì” numero 14 anno XIV

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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