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Categories: Costume

Ogni giorno, adesso

Un bel passerotto un po’ distratto, andandosene in giro per la campagna, una mattina si trovò impigliato nella rete, che un contadino aveva messo a protezione dei suoi campi. In tutti i modi cercò di liberarsi ma ogni sforzo fu inutile. Il contadino appena lo vide pensò che era piccolo ma che poteva comunque essere un bocconcino prelibato e lo mise in una cesta da dove era impossibile scappare. Il passerotto impaurito si rivolse al contadino: “Che cosa te ne fai di me, sono così piccolo che non basterò neppure a stuzzicarti l’appetito. Non tenermi nella tua cesta ma lasciami andare e ti prometto che tornerò con tanti miei fratelli e ti aiuterò a far scendere quel bel tacchino grasso che da parecchi giorni si è rifugiato sul tetto del tuo fienile, quello è grosso e appetitoso e tu potrai farti una bella mangiata.” Il contadino non lo ascoltava e continuava a pensare a come cucinarselo, magari anche solo per farsi un buon sugo per la pasta. Il passerotto sempre più affannato insisteva: “Ti giuro che se mi lasci andare tornerò. Non mi ci vorrà molto per radunare uno stormo di passeri. Ci rivedremo prima di quanto tu creda. Allora saremo in tanti, spaventeremo il tacchino volandogli intorno, quello scenderà dal tetto, tu potrai catturarlo e allora sì che sarà un bel mangiare.” Stanco delle lamentele del passerotto il contadino gli disse: “Tu credi di essere furbo, caro mio. Ma io, scarpe grosse e cervello fino, sono più furbo di te e ti mangerò anche se sei piccolo e forse poco saporito. Non sono certo tanto stupido da pensare che se ti lascio andare tu ritornerai. Meglio avere in mano un passerotto oggi, anzichè sperare di avere domani quel tacchino grosso che adesso sta sul tetto. Io mi accontento del poco che riesco ad avere ogni giorno: quello che ho già nella cesta almeno è sicuro, non lo so cosa potrà succedere domani, anche se prima o poi il tacchino sarà costretto a scendere, quando lassù non troverà più niente da mangiare, così dopo il primo avrò anche il secondo da mettere in tavola.” Vi ricorda qualcosa? O ragazzi, non stiamo mica qui a far credere alle zanzare che quando le schiacciamo con le mani stiamo facendo un applauso per come volano bene? Sorridiamo!

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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