Bentornati, se non dalle vacanze di sicuro tra le pagine del vostro e nostro settimanale e in particolare qui nell’angolo delle facezie (e non!). Molti sono coloro che hanno dovuto rinunciare alle meritate e necessarie vacanze, purtroppo per motivi economici, qualcuno più fortunato ha semplicemente ridotto il periodo di riposo, ma adesso siamo tutti qua pronti a tuffarci nei fatti nuovi, della nostra Moncalieri e delle città vicine delle quali si interessa il Mercoledì. Un abbraccio al grafico, agli amici della redazione e a tutti i “colleghi” che con grande perizia seguono la cronaca, la politica, la cultura e tutto il resto, al mio caro amico Direttore, alla segreteria e naturalmente alla casa editrice: ben ritrovati. Agosto è volato via velocemente ma anche piacevolmente, il tempo è stato buono, salvo i nubifragi che hanno purtroppo devastato le campagne, danneggiando seriamente le varie coltivazioni. Ma adesso veniamo alle cose “serie”. Ho un caro amico, nonché già collega, esodato non ancora pensionato, beato lui più giovane di me di quattro anni. Si può dire che sia una persona sufficientemente equilibrata, per quanto onestamente si può essere equilibrati di questi tempi. Nella sua vita, non solo lavorativa, è stato sempre molto rispettoso delle regole e soprattutto degli orari, guai ad arrivare in ritardo a un qualsiasi appuntamento, o peggio, in ufficio. Eppure anche lui, così ligio e attento, qualche piccola macchia alle spalle se l’è lasciata. La prima per una congenita passione per le appartenenti al gentil sesso, che spesso sono state in grado di fargli perdere non solo momentaneamente la diritta via, e il passare degli anni non è servito a spegnere questa sua “mania”, anche se onestamente, ma lui non lo ammetterà mai, quello che è rimasto è più un’idea che non altro, perché insegue, insegue, ma se poi raggiunge non ricorda più il motivo di tanto inseguire. Quindi una fissa che nel passato gli ha procurato non pochi guai ma che ora non gli nuoce più di tanto. L’altra macchia invece di problemi gliene dà parecchi e anche piuttosto costosi. Gli piace la velocità, di auto ne ha distrutte un paio e anche in moto amava molto il rischio, ora però almeno il casco lo ha appeso al chiodo. Ma il suo piede destro è rimasto pesante e per quanto cerchi di contenersi il nostro eroe, così attento alle regole (e agli orari!), non può fare a meno di schiacciare “follemente” sull’acceleratore, collezionando costosissime multe per eccesso di velocità a discapito naturalmente anche dei punti sulla sua patente e, notizia quasi certa, credo che qualcuno abbia dovuto farselo donare da un amico, o amica compiacente. Nessuno è perfetto!

Fabrizio Scarpa – 4 settembre 2013 “il Mercoledì” numero 31 anno XIX

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