“La felicità è accarezzare un cucciolo caldo … caldo, è stare a letto mentre fuori piove, è passeggiare sull’erba a piedi nudi, è il singhiozzo dopo che è passato.”. Una delle cose dette da Charlie Brown, nei quasi 50 anni di strisce quotidiane dei Peanuts, disegnate dal loro “babbo” Charles Schulz, che prima di morire decise che nessuno più avrebbe messo mano a quei fumetti. Avremo occasione di disquisire ancora sulla felicità e sulle sue varie forme e sfaccettature. Ora voglio soffermarmi sulla prima parte della frase citata: la felicità è un cucciolo caldo … caldo! Quando più di cinque anni fa morì, di leucemia felina, la mia “amicetta” Piperita Patty (nome mediato da un altro personaggio di Schulz), non mi vergogno di dire che piansi a lungo e che il mio dolore fu veramente grande, non solo perché aveva appena quindici mesi ma giacché era stata, per il breve tempo che avevamo condiviso, una tenera e affettuosa compagna di vita. Era il luglio del 2006 e a quella gattina dedicai uno dei miei angoli, uno di quelli ai quali ancora oggi sono molto legato. Dopo quella esperienza mi ero promesso che giammai un altro gatto avrebbe “rimesso zampa” in casa mia. Tra l’altro pochi mesi prima era morto, alla veneranda età, per un felino, di venti anni, Giuseppe Due Calzini, per comodità soprannominato Duca, che era stato così chiamato per la sua straordinaria somiglianza con il lupo di “Balla coi lupi”, che tanto successo aveva avuto al cinema in quel periodo. Orbene otto mesi fa sono stato scelto da un micio, il quale, con relativa circospezione ma con grande determinazione, mi si è avvicinato sparando a raffica delle fusa che dicevano più di tante parole. Tra l’altro conoscevo la sua mamma gatta (Marta) e i suoi fratellini, che avevo visto appena nati nell’agosto dell’anno precedente, in un posto che allora frequentavo abitualmente. E Pippo, così lo chiamavano e così tuttora lo chiamo, è entrato nella mia vita con il suo passo felpato, che talora si trasforma in cavalcata rumorosa, quando corre su e giù per quella che è diventata la “sua” casa. I gatti, dal carattere indipendente, si fanno molto i fatti loro, se trovano da mangiare bene, se no prima o poi spariscono e si vanno a cercare un’altra casa, ma se si sentono a loro agio danno un sacco di “amore”, sotto forma di fusa, di leccatine con la loro lingua rasposa, o strusciandosi o accoccolandosi appiccicati al loro amico non peloso a due zampe. Ora qualcuno forse storcerà il naso al pensiero che ci si possa legare così tanto a un “animale”. Personalmente sorrido (e un tanticchio compatisco), senza livore, e scusatemi se ancora una volta lo voglio sottolineare, che grande piacere accarezzare il loro pelo morbido e caldo, anzi che felicità!
Fabrizio Scarpa – 6 settembre 2010
“il Mercoledì” numero 36 anno XVI
Ciao, un saluto universale, un saluto che ha un'origine più complessa e antica di quanto…
Il 24 settembre 1848 veniva inaugurata la tratta ferroviaria Torino-Moncalieri, 8 chilometri di binari che…
La scorsa settimana abbiamo visto come il centenario della nascita del Cavalier Mario Turatti, fondatore…
Il 17 settembre 1918 nasceva a Torino Mario Turatti. Alla fine degli anni quaranta fonderà…
Qualcuno ha scritto che sarebbe scomparso da 40 anni e non da 20, perché Lucio…
Ci siamo lasciati il primo di agosto con la promessa di rivederci a settembre. Settembre…