«Voi siete un gruppo fazioso di nemici del buon Governo, una banda di miserabili mercenari, vendereste il vostro paese per un piatto di lenticchie, come Giuda tradireste il vostro Maestro per pochi spiccioli. Avete conservato almeno una virtù? C’è almeno un vizio che non avete preso? Il denaro è il vostro dio, chi fra di voi non baratterebbe la propria coscienza in cambio di soldi? È rimasto qualcuno a cui interessi il bene comune? Siete diventati intollerabilmente odiosi per l’intera nazione. Il popolo vi aveva scelto per riparare alle ingiustizie, siete voi ora l’ingiustizia. Ora basta. Portate via le vostre cose e chiudete le porte a chiave. In nome di Dio andatevene!». Questa invettiva è tratta da un discorso che Oliver Cromwell tenne nel parlamento inglese nel 1653, praticamente l’altro ieri. Invece io dedico qualche riga ai grillini che amabilmente chiamo begolardi.

«Cari Cittadini del Movimento a 5 stelle, già vi indirizzai una lettera accorata cinque anni fa, subito dopo la tornata elettorale che vi vide ottenere un grande risultato, in seguito al quale rifiutaste qualsiasi alleanza. Mi lasciò assai perplesso l’operato dei vostri leader, che non aiutò a risolvere i problemi del nostro paese. Mettere tutti i politici nello stesso calderone, come ladri, corrotti, mangiatori a ufo, affamatori del popolo, fare piazza pulita della politica tradizionale e dei suoi grandi costi, prima di compiere qualsiasi altra azione tesa a migliorare le cose, questi mi sono sembrati i vostri intendimenti. Se aveste accettato di allearvi con qualcuno, avreste potuto fare molte delle riforme assolutamente necessarie. Il cambiare tutto radicalmente è comprensibile, ma  farlo dicendo sempre di no a tutto ha portato altri anni di buio immobilismo. Sono passati cinque anni e, dopo avere detto di tutto contro tutti, con un risultato elettorale ancora più eclatante,  vorreste governare con qualcuno di quelli da voi sempre tanto vituperati, praticamente tutti. Se pensate che si possa fare un governo del popolo, e non dei soliti furbastri, non potete non credere nella democrazia, che deve essere dialogo e missione comune. Fin qui i vostri demiurghi non hanno dato grandi prove di pensiero democratico, dimostrandosi simili o peggiori di coloro ai quali finora è stato dato di governare. La democrazia necessita di manutenzione continua e di persone oneste e trasparenti ma anche competenti, non solo di stagisti ma soprattutto di statisti. Il Parlamento è come una sala operatoria che ha bisogno di personale preparato. Scacciare gli incapaci e i corrotti è doveroso, ma non si può lasciare il malato nelle mani di apprendisti, quantunque sensibili e motivati. Cari Cittadini è fondamentale avvalersi di chirurghi capaci e collaborare con loro per far guarire il “paziente Italia” e dargli un futuro migliore, che poi è il futuro di tutti, anche il vostro!»

Il futuro di tutti

Fabrizio Scarpa – 11 aprile 2018

“il Mercoledì” n° 15 anno XXIV

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