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Categories: Sport

Forza toro

Sono da (quasi!) sempre tifoso del Toro, quello in maglia granata, quello di Superga, quello di Ferrini, Meroni, Pulici, del Presidente Orfeo Pianelli, della mitica Curva Maratona, dello Stadio Filadelfia, di quel Toro che forse era meglio se falliva nel 2005, che forse era meglio se ripartiva dai dilettanti e poi risaliva in serie A, e di questo Toro che, comunque sia, continua a farmi battere il cuore e che mi dico sempre che non ne voglio più sapere ma poi non posso fare a meno di sapere che cosa combina. Sono malato di Toro e si sa che essere del Toro è una fede, perché se no chi ce lo farebbe fare? Come me lo sono anche l’Anticosaggio, il Mio Amico Gianluca, e tanti altri, molti non ci sono più, ma sono sicuro che anche nei Verdi Pascoli continuano a tifare per il Toro, magari vedono giocare Meroni con Capitan Valentino Mazzola o con Capitan Giorgio Ferrini: che partite ragazzi! Da sempre sono anche tifoso del toro, quello con la t minuscola, quello che gli tagliano gli attributi e lo fanno diventare bue, quello che la mucca non gliela fanno vedere più neanche di legno (quella che fa il latte “compensato”?), ma gli prelevano meccanicamente il liquido seminale per la riproduzione, il toro che allevano per farlo diventare cattivo e farlo scendere nell’arena per combattere contro i banderilleros che gli infilzano le banderillas nel collo, così da fargli abbassare la testa e fargli andare il sangue negli occhi per poter essere “matato” dal torero di turno, che mi dispiace per il torero (… e spero che si prenda solo qualche cornata) ma quando a vincere è il toro sono proprio contento, da sempre. Adesso sono anche un poco più orgoglioso di quel quarto di sangue catalano che scorre nelle mie vene, infatti la mamma della mamma mia, dell’Anticosaggio e del Micio (che non c’è più ma c’è sempre!), cioè la nostra nonna, era una Rodriguez, catalana della colonia catalana di Alghero, dove la brava Giuni Russo voleva “andare … in compagnia di uno straniero”, anzi molto orgoglioso di quella parte di Catalogna che mi porto dentro. Ne sono orgoglioso perché la Catalogna ha deciso, con una legge, di dare l’addio alle corride, alla tauromachia. Nel Monumental, la grande arena di Barcellona, i “tori selvatici” Burrenito (540 chili) e Dudalegre (567 chili) sono stati due delle ultime vittime di una tradizione tanto crudele quanto (secondo me!) stupida. Adesso, almeno in Catalogna, il toro, quello con la t minuscola, potrà vivere più tranquillo. Pare che numerose siano già le richieste di trasferimento da tutto il resto della Spagna: i tori vogliono andare in Catalogna. Forza toro!

Fabrizio Scarpa – 28 settembre 2011
“il Mercoledì” numero 35 anno XVII

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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