Un Teatro Matteotti, pieno all’inverosimile, per due sere di seguito ha reso omaggio agli studenti-attori (in verità sempre più Attori) della compagnia Gli InStabili SPA (single per altrui-scelta), del Laboratorio Teatrale dell’I.T.C. Marro, questa volta affiancati, in una magica sinergia, dal Balletto di Moncalieri (Centro Europeo di Danza), che ha messo in campo alcune giovanissime, ma già esperte ballerine, attorniate da una vera e propria nuvola di cucciolotte dei primi anni di corso di danza. Una favola del grande Oscar Wilde, rivisitata in chiave “musical”, ha visto muoversi in scena una quarantina di interpreti a raccontare di un gigante “egoista” che, dopo aver sorpreso nel suo giardino dei bambini intenti a giocare, li scaccia e fa erigere un muro per impedirne il ritorno. Una serie di disastrosi eventi metereologici, e l’intervento di un bimbo molto speciale, sciolgono il cuore dell’omone e portano all’abbattimento del muro, riportando la pace e la felicità, affermando i valori della solidarietà e della condivisione, contro le “guerre”, la povertà, l’inquinamento, la discriminazione. Un bel lavoro, molto curato nella regia e nelle coreografie che hanno reso assai credibili Neve, Gelo, Vento, Grandine, prima vincitori, poi vinti dalla Primavera e dalla bontà d’animo, con una colonna sonora che ha mantenuto costante l’atmosfera della storia. I nomi di tutti gli interpreti e collaboratori necessiterebbero di un angolo a parte, quindi, anche per motivi noti a chi ha avuto modo di assistere allo spettacolo, mi permetterò di citare le due guide essenziali, l’Etoile Barbara Casto e la Prof Annina Vitolo, senza le quali la bella favola sarebbe rimasta solo sulla carta. Il teatro è vita ed è una bella esperienza per chi lo affronta dal palcoscenico e dalla platea. Pubblico e interpreti sono necessari, e fondamentali, gli uni agli altri per far scattare la magia, e uscire di casa una sera ogni tanto, lasciando spenta la scatola televisiva, ahinoi sempre più piatta e digitale nella forma e nella sostanza, fa bene al fisico e allo spirito.
Fabrizio Scarpa – 13 maggio 2009
“il Mercoledì” – numero 19 anno XV
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