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Categories: Libri

Danza che ti passa!

Questa settimana voglio dare qualche informazione su un tipo di danza che forse ha ancora alcuni punti oscuri. La “danza del ventre” è così chiamata in Occidente in base a una forzatura nella traduzione dall’arabo mentre il suo vero significato è “danza orientale”. Molte sono in Italia le scuole che insegnano questa disciplina, proveniente dal Medioriente, ma essa viene talvolta considerata più danza erotica che artistica, non tenendo conto di tutta una serie di elementi affascinanti e importanti che in essa sono contenuti. Giustamente ritenuta una delle danze più antiche, la sua origine viene fatta risalire ai riti della “fertilità”, fu erroneamente interpretata dai francesi come afrodisiaca e dagli inglesi fu considerata azione del demonio e addirittura invito alla prostituzione. Conosciuta in Europa e in America fino dagli anni Trenta, solo dopo il 1990 è diventata famosa in tutto il mondo. La danza orientale (o “del ventre”) si adatta molto al corpo femminile, aumentandone la tonicità e la flessibilità del seno, delle spalle, delle braccia, del bacino e soprattutto della pancia, infatti gli addominali, particolarmente coinvolti nei movimenti, modellano la linea del corpo. Movimenti che tonificano le cosce, migliorano l’agilità delle articolazioni, giovano agli organi interni e pare contribuiscano a ritardare l’osteoporosi, avendo quindi funzioni terapeutiche. La danzatrice in carne è più apprezzata e può a buon diritto mostrare le proprie forme, quello che importa non è la rotondità ma la sensualità, la grazia e la sinuosità dei movimenti. In conclusione segnalo, a chi di questa disciplina volesse meglio conoscere il significato spirituale, profondo e antico, un libro da poco pubblicato, “Danza orientale: emozioni in movimento” (Ennepilibri), della ligure Francesca Paglieri (1983), giornalista e maestra diplomata in danze orientali, che scrive “ … avere la fortuna di scoprire i movimenti della danza orientale mi ha permesso di scoprire un mondo fatto di tecnica, di improvvisazione, di creatività, di contaminazioni ma soprattutto di anima e di emozione, un mondo che spero possa essere in parte svelato a chi leggerà questo libro”. Un piccolo libro (78 pagine) per una grande curiosità!

Fabrizio Scarpa – 21 luglio 2010
“il Mercoledì” numero 29 anno XVI

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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