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Categories: Politica

Con rispetto

Destinatario: Onorevole Professore Mario Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana. Mittente: Mangiafuoco, cittadino della Repubblica Italiana. Caro Professore, innanzitutto torno a darle del lei non solo per rispetto ma soprattutto per rendere più formale questa mia lettera. Un anno è passato da quando ha ricevuto l’incarico di formare un governo tecnico, dopo essere stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica. Mancano pochi mesi alla scadenza del suo mandato e mi sembra giusto tirare le somme di quanto è stato fatto e di quanto ancora resterebbe da fare. Certamente in dodici mesi neanche con la bacchetta magica sarebbe stato possibile tirare fuori il nostro paese da quella palude nella quale era finito dopo anni di mal governo, o peggio di non governo, senza considerare la grave crisi economica che da tempo ha messo in ginocchio il mondo intero. Orbene è indiscutibile quanto Lei sia riuscito a fare perché l’Italia potesse recuperare in credibilità a livello internazionale. Frau Merkel ci guarda con molto più rispetto e Monsieur Hollande ci è più amico di quanto non lo fosse il suo predecessore, e questo non solo perché tutti i paesi europei stanno un poco peggio. Lei ha affermato che: “Siamo riusciti a evitare un disastro, negli ultimi dodici mesi dovevamo spegnere l’incendio della casa, che era la priorità, non potevamo accendere un altro focolaio in Europa.”. Più volte Lei si è lasciato andare a dichiarazioni ottimistiche, per poi smentirle quasi subito. Ecco forse quello che io mi permetto di rimproverarle è l’avere “parlato troppo”, lasciando soprattutto parlare troppo alcuni dei suoi ministri, che spesso facendolo hanno fatto grossi danni. Lei è a capo di un governo che aveva l’occasione di fare cose che nessun altro governo avrebbe potuto fare, non essendo un governo politico ma potendo contare su una maggioranza politica enorme, quale quella di un governo di salute pubblica. Per rabberciare la situazione economica interna sono stati chiesti altri sacrifici ai soliti noti, mentre niente è stato fatto per far pagare il giusto a coloro che restano intoccabili. Non so cosa succederà alle prossime elezioni, dato che in mancanza di una riforma elettorale si rischia l’ingovernabilità, e neppure ho ben capito le sue intenzioni future, ma mi riesce difficile essere ottimista. Con rispetto, Mangiafuoco

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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