Ricevo questa accorata e disperata lettera che riporto integralmente perché tutti la possano leggere: «Caro Mangiafuoco, leggo tutte le settimane “il Mercoledì” perché sono interessato a quanto accade a Moncalieri, una città alla quale sono molto legato e nella quale vengo spesso a rifugiarmi, in una villetta ben protetta all’interno del parco del Castello da dove esco raramente, cercando di non farmi riconoscere, per andare a gustare un ottimo gelato in una piccola gelateria che sta in quella piazza dove c’è anche il palazzo comunale. Il mio lavoro mi lascia molto tempo libero perché in pratica si svolge tutto in una notte sola, una notte che dura ventiquattro ore poiché abbraccia tutto il mondo. Durante tutto l’anno molti miei aiutanti sono impegnati a inventare, fabbricare, trovare, confezionare e poi impacchettare tutto quello che viene richiesto nelle lettere che arrivano dai cinque continenti e che una efficiente schiera di volontari legge e vaglia, controllando che i mittenti siano meritevoli di ricevere quanto da loro richiesto. Quando tutto è pronto tocca a me procedere alla consegna di una incredibile moltitudine di pacchi, pacchetti e pacchettini, un impegno non da poco che in genere riesco a svolgere senza troppi problemi, con la soddisfazione di quasi tutti gli utenti. Del resto oltre alla mia solo un’altra organizzazione si occupa di questo tipo di consegne, ed è una azienda con la quale non è possibile competere, in quanto gode di conoscenze molto in alto che fanno sì che qualsiasi inghippo venga superato senza problema alcuno. Tutto comunque anche per me è sempre andato bene, la concorrenza è stata leale e la stima reciproca. Purtroppo la crisi economica che attanaglia tutto il mondo adesso ha colpito anche me. Il mezzo che utilizzo per recapitare le merci tanto attese è stato bloccato dalle ganasce fiscali e i dodici collaboratori che da sempre mi accompagnano, trainandomi in questa meravigliosa impresa, sono stati messi sotto sequestro cautelativo per motivi che non ho ancora avuto modo di comprendere. Quanto alle ganasce fiscali sono dovute al fatto che non ho potuto pagare un esoso e iniquo balzello alla Agenzia Universale delle Entrate, in quanto al momento mi trovo sprovvisto di liquidità. Non so se riuscirò a sbloccare per tempo questa incresciosa situazione, in modo da accontentare tutte le richieste come ho sempre fatto, ma non dispero di farcela, magari con l’aiuto della Provvidenza. Nel frattempo colgo l’occasione per porgere a te e a tutti gli auguri per le prossime festività, con grande affetto Nicola di Mira e di Bari, meglio noto come Babbo Natale»
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