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Categories: Costume

Caro 2011

Ci risiamo! Un altro anno se ne è andato. A me sembra che il tempo scorra sempre più veloce, ma forse questo è uno dei soliti “luoghi comuni”. Il 2011 è arrivato e credo sia giusto dedicargli qualche rigo.
Caro 2011 benvenuto, “caro” di sicuro a quel che sembra. Tra aumenti di luce, riscaldamento e di tutte le cose delle quali proprio non è possibile fare a meno, a ogni famiglia toccherà cavare di tasca oltre mille euro in più, e molti sono coloro che hanno esaurito le tasche. Dopo mesi durante i quali i nostri governanti hanno cercato di convincerci che la crisi economica era oramai superata, troppo presto ci siamo resi conto che il peggio doveva ancora arrivare. Si dice che sarai proprio tu, caro 2011, il protagonista di questo momento critico. Non mi sembra un buon motivo per provare per te del risentimento, in fondo l’unica tua “colpa” è quella di venire dopo il 2010 e subito prima del 2012. Nei secoli gli anni difficili si sono susseguiti con regolarità e sono stati certamente di più rispetto agli anni tranquilli. L’essere umano è noto per complicarsi la vita, cosa che ovviamente non capita solo a noi italiani. L’Italia festeggia in questo anno il centocinquantesimo anniversario della sua unità. Ero ragazzo ma ricordo molto bene i festeggiamenti per il Centenario. Correva l’anno 1961 e Torino si era attrezzata particolarmente. Era stata la prima capitale della novella Italia e meritava la parte di protagonista. Forse in quell’anno Re Vittorio Emanuele II, Camillo Benso di Cavour e Giuseppe Garibaldi un sorriso se lo sono lasciato sfuggire, dopo gli anni terribili della guerra e delle lotte fratricide. Anche se pochi anni dopo il fatidico 1861 il generale Garibaldi, ritiratosi in esilio nella bella isola sarda di Caprera, dopo avere quasi rifiutato la pensione dello stato, annotava sul suo diario “… forse abbiamo lasciato l’Italia nelle mani della parte peggiore degli italiani …”, mentre Massimo D’Azeglio aveva scritto “ … abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani …”. Caro 2011, a che punto siamo?

Fabrizio Scarpa – 5 gennaio 2011
“il Mercoledì” numero 1 anno XVII

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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