Il cielo sembra un oceano in tempesta, con tremende folate di vento che costringono la gente ad ancorarsi al terreno, le nuvole paiono una “mandria” di balene inferocite. In un campetto nel centro della accogliente Carmagnola, come fosse il Capitano Achab sulla tolda della sua nave, Mastrocuciniere Gingio, al secolo Giuseppe Tesino Nasini, abbandona le stampelle, compagne ancora per qualche settimana dopo una operazione di riassestamento osseo, e, affiancato dal mitico Marco Massa dal saggio Bruno Sellari e dalla fedele Laura Z, dirige con la precisione di un direttore d’orchestra l’andamento del Primo Torneo Rugby Seven Amatori 1974. Quattro compagini di giovani appassionati della palla ovale, quasi tutti “allevati” dal preparato staff dell’Amatori, squadra nata trentacinque anni fa per giocare seriamente a questo sport molto affascinante, coinvolgente ed educativo, e rispolverata da un paio di anni con lo scopo di portare il rugby nelle scuole, passando ai ragazzi che ne avessero voglia tutta l’esperienza e la tecnica maturata nel tempo. REDS, DISTRUTTORI, GINGIO BOYS e, semplicemente, SQUADRA, per un totale di una cinquantina di giocatori, si sono affrontati in singolar tenzone con lealtà e correttezza per tutta la giornata, ma qui non starò a fare la cronaca dell’accaduto, che con ben più navigata perizia potrà essere narrata dalla “penna” di manzoniana discendenza del Beccaria, capo redattore delle pagine dello sport. Voglio rimarcare la passione che allievi e maestri mettono nell’impegnarsi in questa disciplina, per tanti anni ingiustamente considerata un parente povero del calcio. Parafrasando una vecchia storiella mi piace pensare che il rugby sia nato durante una partita di calcio, con un pallone conteso dai giocatori tanto da trasformarlo da tondo in ovale. Scherzi a parte, veramente lodevole il lavoro che Gingio e i suoi fidi stanno facendo nelle scuole e fa piacere vedere quanti ragazzi, e anche ragazze, si avvicinano sempre di più a uno sport che più lo si conosce e più non si può fare a meno di amarlo. Hanno vinto i Distruttori, ma soprattutto ha vinto il rugby.
Fabrizio Scarpa – 10 giugno 2009
“il Mercoledì” – numero 23 anno XV
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