“Quarantaquattro gatti, in fila per tre, con il resto di due, marciavano compatti, in fila per tre con il resto di due!”. Negli oltre undici lustri della mia vita ho avuto la fortuna di avere accanto almeno un felino, in tutto forse anche più di quarantaquattro. Sono delle creature semplicemente straordinarie, capaci di comunicare e soprattutto di dare affetto in modo disinteressato, perché assolutamente indipendenti. Adesso però voglio alzare una zampa, pardon una mano, in favore di quello che, fino dalla antichità, viene considerato il migliore amico dell’uomo, e cioè il “cane”. Ultimamente abbiamo letto e sentito notizie di cruente aggressioni da parte di appartenenti alla specie canina nei confronti di umani, a volte purtroppo con conseguenze letali. Esistono effettivamente alcune razze create appositamente in laboratorio al precipuo scopo di attaccare, combattere e persino uccidere. Di certo non si sono inventate da sole, e come tutte le armi più terribili sono nate dalla irrefrenabile fantasia del cervello umano, che a volte sembra perseguire fondamentalmente la autodistruzione. Mi viene quindi spontanea la domanda: “l’uomo è il migliore amico del cane?”. Siamo noi uomini ad addestrare il nostro amico a quattro zampe fino trasformarlo in arma letale, perché è nell’animo umano la violenza gratuita. Pensiamoci bene, e non demonizziamo i cani.
Fabrizio Scarpa – 3 maggio 2007
“il Mercoledì” – numero 17 anno XIII
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