Il filosofo inglese Bertrand Russell scriveva che “Il problema dell’umanità è che gli sciocchi e i fanatici sono estremamente sicuri di loro stessi, mentre le persone più sagge sono piene di dubbi”. Giorni fa, di fronte a una folla delirante, un altrettanto delirante “demiurgo” ha affermato che i prossimi tre anni saranno decisivi per portare a termine la sua rivoluzione liberale, comprendente le riforme delle istituzioni, della giustizia, del fisco e financo la sconfitta del cancro. Ora, per rispetto verso coloro che hanno avuto e che hanno a che fare con questa malattia, eviterò di commentare quelle parole, spero dettate dall’incoscienza di un momento più che da una follia persistente. Voglio invece tornare su un argomento che ho già trattato in passato, la mela. Un gruppo di ricercatori italiani, dell’istituto “Mario Negri” di Milano, ha contribuito fattivamente a rafforzare il fatto che una mela al giorno toglie il medico di torno, anzi l’oncologo. Non vi sto a fare l’elenco né a darvi i numeri degli studi fatti su un grande numero di pazienti affetti da tumore o da patologie acute non neoplastiche, tenuti sotto stretta sorveglianza dai nostri “amici studiosi”, ma vi dirò solo che metà dei soggetti esaminati consumava una o più mele, l’altra metà no. L’osservazione importante è che “la ricerca documenta scientificamente che il consumo di più di una mela al giorno riduce in maniera considerevole il rischio di numerosi tumori”. E i benefici della mela, che apporta 47 calorie ogni 100 grammi di peso, non finiscono qui. Infatti un regolare consumo di questo frutto, peraltro delizioso e presente in innumerevoli varietà, toglie il senso di fame, previene l’invecchiamento, pulisce i denti, tonifica il viso e può anche evitare l’insorgere di malattie vascolari. Non è poco per questo frutto al quale è stata, forse ingiustamente, attribuita la cacciata dei nostri progenitori, Adamo ed Eva, dal Paradiso Terrestre, con le conseguenze che oggi ancora ci troviamo sulle spalle. Ingiustamente forse, perché in realtà come “frutto proibito” non viene mai menzionata nella Bibbia la mela, anzi parrebbe trattarsi più probabilmente di un fico, con le cui foglie appare che il primo uomo e la prima donna ricoprirono le loro vergogne. Ma questa è un’altra storia. Nel frattempo non trascuriamo di mangiarci una buona mela, che di certo non può che farci bene.
Fabrizio Scarpa – 7 aprile 2010
“il Mercoledì” numero 14 anno XVI
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