Ciao Amico Mio, sono passati dieci anni, quante cose sono cambiate, non voglio fare il vecchio borbottone ma non vedo miglioramenti, anzi mi pare che più il progresso avanza e più l’individuo conta di meno, non si riesce a capire dove vuole arrivare il genere umano. “Ogni angelo è un bambino, sporco e birichino, … la radio suona sempre canzoni da ballare, … niente da scommettere, tutto da giocare, lassù nei Verdi Pascoli …”. Quante volte abbiamo cantato questa canzone di De André, insieme a tante altre. Tu di musica sei sempre stato un grande appassionato, esperto, una volta sei arrivato a casa mia con una cassetta che avevi registrato per me, era Soul to soul di Stevie Ray Vaughan, sulla copertina avevi scritto i titoli dei pezzi, eri preciso e ordinato, mi è capitata tra le mani qualche giorno fa, l’ho ascoltata due o tre volte, mi è sembrato che il tempo non fosse mai passato. Ogni tanto cerco di pensare al momento in cui ci siamo conosciuti ma non riesco a fissare una data precisa. Sei stato uno dei più giovani consiglieri comunali, nel 1975 a Moncalieri eri vicino di banco e compagno di partito di Maurizio Collino, di Fulvio Musso, di Modesto Pucci, anche tuo collega all’Enel. Adesso la politica è un disastro, la sinistra non esiste più, praticamente a forza di dividersi si è autoeliminata. Lealtà e dignità nessuno sa più cosa siano. Un giorno, e questo me lo ricordo bene, ti ho praticamente obbligato a recitare nella mia, nella nostra compagnia, il Teatro del Sabato, era una particina, entravi alla fine e avevi un paio di battute. Da allora non hai più saltato uno spettacolo, sei diventato uno dei migliori, il teatro, così come la musica, ce l’avevi nel sangue, grande il tuo Sbrigani ne Il Signor di Pourceaugnac. Quante zingarate abbiamo fatto insieme, e quante altre ancora ne avremmo fatte se ……. ! Hai lottato, come un eroico gladiatore, per vedere crescere il più possibile le tue due belle cucciolotte. Sono dieci anni che stai nei Verdi Pascoli e voglio dirti una cosa che non so se ti ho mai detto: “Ti voglio bene, Michi!”. Chi lo sa che ci si possa rivedere?
Michele Piscitello nato il 5 luglio 1955 è morto il 15 luglio 1999. Un abbraccio a Silvana, Eleonora e Beatrice.
Fabrizio Scarpa – 15 luglio 2009
“il Mercoledì” – numero 28 anno XV
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