Giovedì 17 aprile al Teatro Matteotti il gruppo rock dei Maydays si è esibito in un “tributo” ai Bon Jovi, compagine statunitense fondata nel 1984 da John Francis Bongiovi Jr. (famiglia originaria di Sciacca) .Hanno proposto una ventina di pezzi, tra i quali il mitico Lay your hands on me, che hanno coinvolto l’affollata platea, grazie alle accattivanti esecuzioni e alla cura delle sonorità, che ha portato i suoni dei vari strumenti, voce compresa, distintamente all’orecchio del pubblico. L’appassionante serata è stato il primo evento organizzato dalla neonata associazione culturale AssoCulturae, con l’unica lieve “nota” stonata dovuta alla scarsa partecipazione di giovani. Sarà per un’altra volta!
Il Mercoledì ha incontrato i Maydays, cinque ragazzi nati nel torinese, sabato sera alla birreria Il Peocio di Trofarello, ritrovo e luogo di esibizione di innumerevoli gruppi rock. Mancava solo Davide Papadoc Urso, quarantenne di Moncalieri, chitarre e voce, che ha dato vita al gruppo in un giorno di maggio del 2006 (di qui il loro nome), già componente dei Discordia, con una grossa esperienza nel panorama rock nostrano, non solo per motivi anagrafici. Salvo Basile (1972), anche voce, suona con molta eleganza il basso a cinque corde ed è di Orbassano: “collaboro con altri gruppi del torinese, quali gli Heart & Blood, i Carisma e i Gemini, e i gruppi che mi hanno ispirato sono soprattutto i Deep Purple e i Pink Floyd”. Il cucciolo del gruppo è il batterista Stefano Stivanello (1979) di Trofarello, un vero e proprio vulcano, che in uno splendido assolo sembra più una piovra che un comune umano a due braccia: “oltre ai gruppi preferiti da Stefano molto ho mediato dai Led Zeppelin e dai Depeche Mode. Ero con Papadoc nei Discordia e suono con Salvo negli altri suoi tre gruppi”. Davide Pennello Grandieri, torinese del 1975, è il versatile tastierista, anche voce, del gruppo e afferma: “nonostante la mia profonda fede rock, non disdegno il pianobar o la musica di tradizione, piuttosto che le sonorità di ambiente di Jean Michel Jarre o le magiche sperimentazioni degli Alan Parsons Project; suono anche con gli Shining Stars e con gli Hoop, gruppo affermato nelle cover”. Infine Aldo Haldo Garrone, coetaneo di Pennello, pecettese residente in Valle Sauglio di Trofarello, l’eclettico e scatenato cantante del gruppo, con una inesauribile energia è capace di calarsi, anima corpo e soprattutto gran voce, nelle vesti di Bon Jovi; nella lunga e piacevole conversazione mi confessa: “il mio idolo e punto di riferimento è Robert Plant dei Led Zeppelin, e i miei maestri sono il cantante Piero Leporale, noto tra i gruppi di cover torinesi, e il chitarrista Toni Scantamurlo, titolare de Il Peocio, e credo fermamente che il rock non è un genere musicale, il rock è uno stile di vita”.
Fabrizio Scarpa – 23 aprile 2008
“il Mercoledì” – numero 16 anno XIV
Ciao, un saluto universale, un saluto che ha un'origine più complessa e antica di quanto…
Il 24 settembre 1848 veniva inaugurata la tratta ferroviaria Torino-Moncalieri, 8 chilometri di binari che…
La scorsa settimana abbiamo visto come il centenario della nascita del Cavalier Mario Turatti, fondatore…
Il 17 settembre 1918 nasceva a Torino Mario Turatti. Alla fine degli anni quaranta fonderà…
Qualcuno ha scritto che sarebbe scomparso da 40 anni e non da 20, perché Lucio…
Ci siamo lasciati il primo di agosto con la promessa di rivederci a settembre. Settembre…