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Categories: Famiglia

160 anni, in due!

Che ne pensate dell’amore? L’amore per i figli, i genitori, gli amici e tutte le persone care, sì certamente è bello. Ma pensiamo all’amore fra un uomo e una donna, fra due persone anziane, abbandonate in un ricovero dai figli, troppo impegnati a lavorare per guadagnare di più e poter spendere di più, dimostrando agli altri quanto sono bravi e importanti, mentre i nipoti, in attesa dell’eredità e sempre in giro per il mondo, fanno una breve telefonata giusto nelle festività più importanti. Non più l’amore passionale della gioventù, una cosa che ti esplode dentro, e ti travolge, che vivi in modo istintivo, ma quell’amore dolce e tenero, pieno di attenzioni, di piccole cose, fra due persone sole e che ritrovano un poco di gioia vivendo questo sentimento che avevano dimenticato e che dà ancora la voglia di vivere, di vedere un raggio di sole anche in quelle grandi e grigie sale, dispersive senza calore e intimità, dove si è in tanti e allo stesso tempo si è soli. Sulla panchina lei con i ferri gli fa una sciarpa lunga lunga, perché non si ricorda più come si fa a “chiudere” e lui le legge le poesie d’amore di Neruda. Nella sala da the mangiano allo stesso tavolo, lui le mette sul tovagliolo un fiore che ha rubato nel giardino del grande parco e lei gli offre i biscotti che la figlia le ha regalato domenica, quando è andata a trovarla e per sentirsi meno in colpa per le poche visite le porta sempre un pensiero. Stanno sempre insieme, mano nella mano, si lasciano solo la sera, per andare ognuno nella propria camera, con un sorriso, un leggero bacio solo sfiorandosi le labbra, e la promessa di rivedersi il mattino successivo. Un amore grande, vissuto intensamente in ogni suo istante, proprio perché sanno che è l’ultimo e per questo il più importante.
Fanno 160 anni in due, ma che bello!
Ringrazio chi mi ha ispirato questo angolo, una persona che ama molto i “vecchietti”.

Fabrizio Scarpa – 21 aprile 2010
“il Mercoledì” – numero 16 anno XVI

Mangiafuoco

Fabrizio Scarpa, di origine veneziana, nato a Torino in un giorno di maggio in cui i prati erano rossi di papaveri, giusto nel mezzo dell'ultimo secolo dello scorso millennio, poco prima dell'ora di pranzo, appena in tempo per mettersi a tavola. VECCHIO CUORE GRANATA (Toro ora e per sempre).

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Mangiafuoco

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